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Il muro divide i trumpiani

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Il Muro divide oggi quelli che aveva unito ieri. Non è un gioco di parole. Né un irriverente riferimento ai seguiti della caduta vent'anni fa di quello di Berlino. Ma la fotografia di un conflitto con cui l'amministrazione Trump non si aspettava certo di dover fare i conti. Nelle ultime settimane, infatti, sembra che molti agricoltori texani che nel 2016 avevano entusiasticamente accolto la proposta della costruzione del Muro anti-clandestini lanciata dal magnate newyorkese votandolo in massa, stiano tornando sui loro passi. Opponendosi uno dopo l'altro all'esproprio dei terreni sui quali, in base ai programmi di fattibilità stilati dagli uffici del governo, dovrebbero prendere il via i lavori di edificazione dell'imponente, impenetrabile barriera difensiva del confine meridionale statunitense promessa dal Presidente. Con il risultato che ad oggi in Texas il governo, nonostante la legge imponga agli agricoltori di vendere gli appezzamenti destinati ad interventi legati alla sicurezza nazionale, delle 162 miglia di terreni previste ne è riuscito ad acquistare solo 3.  Uno scenario che sembra preconizzare l'avvio dello stesso estenuante braccio di ferro giudiziario seguito alla decisione di George W. Bush di avviare nel 2006 l'edificazione al confine con il Messico della prima barriera anti immigrati. Un quadro di incertezza che si somma a quello non meno complesso legato alle numerose cause pendenti in diversi tribunali del paese riguardo la legittimità con cui Trump, bypassando l'opposizione del Congresso, ha deciso di finanziare la “sua creatura” modificando alcune voci del bilancio statale dalle loro originarie finalità. Ragione per la quale è facile prevedere che a novembre prossimo, quando si apriranno le urne per l'elezione del nuovo presidente USA, la costruzione del Muro sarà ancora, dopo tante promesse, al punto di partenza. O quasi. Di qui la domanda: il Muro che non c'è indurrà almeno alcuni dei trumpisti convinti di ieri, cosa di cui però molti dubitano, a cambiare idea domani? Staremo a vedere.