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Le ali di Monica

Selene Bisi
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Quando a 7 anni i tuoi genitori ti dicono che sei adottata non è che ci capisci tanto. L'unica cosa che avevo chiara è che non ero stata nella pancia della mia mamma". Monica ricorda se stessa come una bambina felice, amata "anche un po' viziata", piena di giocattoli e vestiti: "Non chiesi mai più nulla di quella cosa, non mi interessava. Mi è interessato anni dopo". Arriva l'adolescenza e quella bambina calma e pacata si trasforma in una ragazza arrabbiata e in collera col mondo: "I miei non erano contenti di me. E io non lo ero di loro. Anzi non ero contenta e basta" .La bambina sempre brava a scuola peggiora nel rendimento scolastico al Liceo. "In seconda superiore bocciai." È in quest'occasione che anni di silenzi diventano urla "i miei mi misero seduta sul divano, rimproverandomi, fissando nuove regole: potevo scordarmi le vacanze, meno Tv, meno uscite. Potevo uscire per andare a ripetizione e a pianoforte. Sbottai" Monica descrive quegli attimi come dolorosi, ma anche liberatori ed è in quel momento che la rabbia di anni di non detto emerge con violenza "tra urla e lacrime dissi: voi non mi volete bene perché io non sono figlia vostra, sono solo una delusione". Un argomento mai più toccato emerge nel peggiore dei modi, sconvolgendo anche i genitori stessi. Monica inizia per la prima volta, o forse per la prima volta con consapevolezza, a chiedersi quali siano le sue radici, come sia la madre naturale, lei così esile e con una mamma adottiva così formosa, "quell'estate cambiarono molte cose, i miei per la prima volta capirono la mia sofferenza e finalmente mi fecero smettere pianoforte che odiavo e potei iscrivermi a chitarra". Negli anni a seguire Monica continua a chiedersi da dove venga e perché i genitori naturali non l'abbiano voluta "in questi casi ti fai tanti film, passavo dall'essere arrabbiata a trovare mille giustificazioni. La mia vita però è andata avanti." Dopo il diploma combatte nuovamente con i genitori che vogliono farle fare l'Università, ma capiscono e assecondano il suo sogno di diventare estetista. "Il problema dell'adozione è di nuovo emerso quando il mio compagno ha iniziato a dirmi che voleva un figlio. Non gli avevo mai raccontato la mia storia, in quel momento ho sentito di farlo e ho avuto voglia di ricercare mia madre. Ci vogliono ali e radici". Inizia l'iter per la ricerca delle origini che non è mai facile e mai breve "l'ho trovata. Lei ha accettato di vedermi. Il primo incontro è avvenuto davanti a un giudice. Mi aspettavo di trovare una donna esile come me. Invece anche lei è formosa come l'altra mamma" , sorride Monica. "Le ho chiesto perché mi avesse abbandonata e la risposta è stata che era sola e disperata. Poi mi ha detto che anche lei avrebbe voluto fare l'estetista. Mi piace pensare che è una passione che ho preso da lei. Ci teniamo in contatto e ogni tanto la vedo, ma la mia mamma sarà sempre l'altra, nel bene e nel male" . Monica oggi può spiccare il volo, guardare davanti a sè perché ha avuto il coraggio e la forza di cercare le sue radici.