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Rieti, Nucleo industriale: duecento lavoratori ancora in mobilità

Monica Puliti
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“Qualcosa si sta muovendo, anche se non ne vediamo ancora i frutti; speriamo però che con il nuovo arrivi anche la soluzione ai problemi irrisolti del nucleo industriale”.  Così il segretario della Fiom-Cgil Rieti, Luigi D’Antonio, a proposito dei nuovi insediamenti in corso e futuri nell’area industriale di Rieti-Cittaducale. In corso quelli a cui si sta lavorando: l’impianto per la selezione e il recupero dei materiali plastici provenienti dalla raccolta differenziata civile e industriale nel sito della ex Ritel (proprio pochi giorni fa l’annuncio da parte del sindaco di Cittaducale, Leonardo Ranalli, dell’ingresso del gruppo Acea nel soggetto privato, l’As Recycling, che gestirà l’impianto) e i grandi marchi in arrivo, MediaWorld e Decathlon, nel capannone del Conforama, che sarà mantenuto seppur in uno spazio più contenuto, solo per fare due esempi. 

 


“Va benissimo la reindustrializzazione della ex Ritel – aggiunge D’Antonio -, non può che essere positiva la circostanza di avere una nuova realtà produttiva in un sito dismesso, ma ci piacerebbe che alle novità si aggiungessero risposte positive per i lavoratori di quell’azienda storica del nostro territorio e di altre. Ci sono bisogni per i quali non si è trovata una soluzione da troppo tempo, basti pensare alle oltre 200 persone ancora in stato di mobilità in deroga, di fatto senza più un lavoro”. 

 


Il nuovo vento, positivo, che sta soffiando sul nucleo industriale – alimentato dai finanziamenti legati al green e non solo - dovrebbe essere cioè la molla, secondo la Fiom-Cgil, per la crescita e lo sviluppo del territorio. D’Antonio cita poi la Reset, azienda clean tech (termine indicativo di tecnologia pulita, ovvero tutte quelle soluzioni e prodotti che riducono o eliminano l'impatto ambientale di un determinato processo produttivo) che opera nel nucleo industriale reatino per sottolineare come il controllo delle risorse sia importante e come queste si debbano muovere proprio nella direzione dello sviluppo del territorio. Insomma, benissimo le realtà produttive che decidono di impiantarsi a Rieti e nel Reatino, ma contestualmente “è necessario dare risposte lavorative a chi, dopo tanti anni, non ne ha ancora”.