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Papalia, Martinelli e Hawkins, cena a tre per ricordare i fasti della Rieti dei canestri

Luigi Spaghetti
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Questi tre uomini hanno fatto letteralmente impazzire la Rieti dei canestri: sono Gaetano Papalia, Miche Martinelli e David Hawkins. Dopo alcuni anni si sono ritrovati insieme venerdì sera, a cena, in un locale della capitale, approfittando del ritorno a Roma del “Falco” – alias David Hawkins – che questa sera (sabato) giocherà la sua prima partita ufficiale dopo i 4 anni di squalifica che gli furono comminati per uso di sostanze stupefacenti. E, ironia della sorte e del destino, David sarà avversario proprio della sua Rieti, la piccola cittadina alle pendici del Terminillo che lo accolse e lo abbracciò nel 2004/05 – campionato di serie A2 – quando aveva soltanto 22 anni per surrogare l'impalpabile Derrel Washington. “Il Falco” trascinò la NSB ad una comoda salvezza, per poi essere ceduto nella stessa stagione alla Virtus Roma ove militò fino al 2008. Successivamente Hawkins ha vestito le maglie di Siena (più volte campione d'Italia), Milano e, infine, Besiktas e Galatasaray; qui fu trovato positivo alla cocaina e venne squalificato per 4 anni. La sua carriera professionistica, purtroppo, terminò lì. Ora David ci riprova e, all'età di 36 anni, riparte dalla Fortitudo Roma, squadra che comanda il campionato di serie C e che questa sera affronterà la Willie NPC Rieti all'arena Altero Felici. Gaetano Papalia e Michele Martinelli sono, contrariamente a quel che taluno potrebbe ritenere, due grandi amici. Martinelli, noto come “l'uomo di Roseto”, salvò il titolo sportivo di serie B1 che, nel 2002, Davide Angeletti era in procinto di cedere a Caserta. Martinelli rilevò in autonomia l'allora Virtus Rieti. Successivamente vi furono l'avvento di Foschi e, soprattutto, di Papalia. La gestione di Martinelli, caratterizzata dalla conduzione tecnica del Paron Zorzi – poi surrogato da Maurizio Lasi – fu contrassegnata dalla venuta, a Rieti, di tanti campioni: Antonello Riva su tutti, ma molti altri. E, poi, Nicolas Gianella, portentoso cestista argentino che con la sua classe ha a lungo illuminato il primo campionato spagnolo. L'apparente incompatibilità (gestionale certamente, non affettiva e professionale) portò Martinelli a cedere la NSB a Papalia. “L'uomo dei cavalli” cominciò così la sua portentosa gestione che, seppure conclusasi ingloriosamente, prima con il trasferimento della squadra a Napoli e poi con la cancellazione della NSB, ha regalato alla Rieti dei canestri stagioni straordinarie e campioni che mai potranno essere dimenticati: la promozione in serie A nell'aprile 2007; la Coppa Italia di serie B e, l'anno seguente, quella di serie A2 in splendide manifestazioni organizzate tutte a Rieti, al PalaSojourner; la salvezza, ottenuta miracolosamente dal duo Lardo-Giuliani nel 2008/09, dopo una stagione di incredibili addii (Prato e Pasco) e indicibili sofferenze. Papalia condusse a Rieti “il mitico “Doctor J” – Julius Erving – la cui visita in città, protrattasi per una settimana, mandò in visibilio un'intera città, facendo si che Rieti balzasse agli onori delle cronache nazionali e anche internazionali. Papalia riportò alle pendici del Terminillo lo “Zio Willie” che, purtroppo, terminò la sua esistenza terrena in un tremendo sinistro stradale e, ancora, il mitico Tony Zeno. Papalia ha vestito di amaranto e di celeste Marcus Melvin, Mario Gigena, gli straripanti Mo Finley e Pape Sow (dalla NBA, Toronto Raptors), Joe Smith, Davide Bonora, Michele Mian (argento olimpico con l'Italbasket ad Atene) soltanto per rimanere ai cestisti di maggior pregio. La “cenetta tra amici”, finalmente ritrovatisi – Papalia, Martinelli, Hawkins – rende attuali “gocce di memoria” mai dimenticate, restituisce agli sportivi fotogrammi di un passato glorioso che, si auspica, possa tornare quanto prima di attualità. Valerio Pasquetti