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Riccardo Curci è pronto a riprendersi il Rieti

Marco Ferroni
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“Prima di far morire il Rieti dovranno passare sul mio cadavere...” aveva esclamato qualche giorno fa Riccardo Curci, azionista di minoranza del club amarantoceleste, il cui 70% è ancora nelle mani di Franco Fedeli che proprio ieri ha apposto le firme dinanzi ad un notaio per l'acquisizione della proprietà della Sambenedettese. L'imprenditore reatino, dando seguito a quanto espresso in via del tutto informale a chi lo esortava a fare qualcosa per il bene del calcio reatino, proprio ieri ha formalizzato un'offerta a quello che attualmente è ancora il suo socio di riferimento nel club amarantoceleste, ma che non ha alcun interesse a restare un minuto in più al comando del Fc Rieti 1936 e si è già detto pronto ad agevolarne la sua cessione a chiunque presentasse un'offerta concreta che ne salvaguardasse la matricola, la storia, il settore giovanile, la continuità. Nelle prossime ore Fedeli insieme al suo legale, l'avvocato Andrea Gianni, prenderanno in considerazione l'offerta formalizzata da Curci, la analizzeranno con attenzione dopodichè se tutto coinciderà alla perfezione (o quasi) con quanto richiesto dall'imprenditore capitolino, toccherà ad un notaio sancire l'acquisizione del restante 70% delle quote da parte dell'attuale azionista di minoranza del Fc Rieti 1936, che di fatto tornerebbe nelle sue mani al 100%. Il tempo stringe, la stagione è ormai alle porte, il rischio di partire col fiatone in una categoria  – la serie D – complicata e difficoltosa è dietro l'angolo: ma l'operazione-Curci consentirebbe innanzitutto di non mandare in fumo 80 anni di storia, di avere ancora un futuro e di poter essere comunque presenti ai nastri di partenza di una  stagione ormai alle porte e prendere tempo anche nei confronti di un possibile ingresso in società di nuovi investitori in grado di portare linfa nuova e capitali che già a dicembre potrebbero essere investiti nel mercato di “riparazione” qualora – come è facile prevedere – le cose nella prima parte della stagione non dovessero andare nel verso giusto. Ma l'importante sarà esserci, iniziare, poter dire “sono vivo” evitando di constarare sparizioni o quant'altro: sarà sicuramente un anno di transizione,  una stagione difficoltosa, ma tutta da vivere,  che rappresenterà una sorta di “anno zero” dove ci sarà bisogno innanzitutto di amore, passione, vicinanza e senso d'appartenenza, nonché una risposta concreta ed un segnale forte che dovrà arrivare dal Comune di Rieti in merito alla vicenda legata alla gestione dello stadio “Manlio Scopigno” unitamente  alla convivenza con la Lupa Castelli Romani, con la quale è facile prevedere una stretta collaborazione (sia da un punto di vista sportivo, che sotto l'aspetto logistico) e non di certo il contrario. Si riparte, insomma - o per lo meno sembra – ma questa, per adesso, è già una grossa notizia se si tiene conto della depressione e dello scoramento che nelle ultime ore regnavano sovrane dalle parti del “Manlio Scopigno”.