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Roma Amarcord, 20 anni fa la presentazione di Batistuta. Il pallone verso la Sud e la cavalcata scudetto

Paolo Di Basilio
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Roma Amarcord, 20 anni fa la presentazione di Batistuta. Il pallone verso la Sud e la cavalcata scudetto. 6 giugno 2000. La Roma ha iniziato a cucire sulla maglia giallorossa il suo terzo scudetto quel giorno. Anzi, se vogliamo essere precisi, tutto iniziò qualche settimana prima quando lo scudetto 1999/2000, complice una rocambolesca partita al Curi tra Perugia e Juventus, finì sulle maglie dei cugini laziali. "Prendiamo Batistuta", disse il presidente Franco Sensi reagendo a quell'onta con la pancia del tifoso voglioso di un'immediata rivincita. E così fu: al termine di una complessa trattativa il bomber argentino, che aveva già 31 anni e aveva incantato per anni a Firenze, scelse la Roma. La famiglia Sensi mise la ciliegina sulla torta - costata 70 miliardi di vecchie lire - a una squadra fortissima guidata da Fabio Capello. Quel 6 giugno di 20 anni fa l'argentino fu presentato ai tifosi della Sud. Lo stadio fu aperto solo nel settore del tifo più caldo: 13 mila romanisti aspettarono 2-3 ore sotto un sole che preannunciava un'estate caldissima, il bomber tanto atteso. Intorno a mezzogiorno Omar Gabriel Batistuta uscì dal tunnel che divide i distinti dalla Monte Mario. Giacca chiara, jeans, il procuratore Aloisio a fianco. Il pubblico, caricato da "The voice" Carlo Zampa, che all'epoca era anche lo speaker dell'Olimpico, era in delirio. "Gabriel mi disse se era sempre così", raccontò qualche anno più tardi la voce tifosa della Roma (guarda il video della presentazione) Fu l'inizio di una stagione che culminò il 17 giugno di un anno dopo nello scudetto. E Batistuta fu decisivo segnando 20 reti. Dalla tripletta a Brescia (la sintesi video) al missile su punizione a Verona (il video), dalle lacrime per il gol che decise la sfida dell'Olimpico contro la Fiorentina (il video) alla doppietta che consentì la vittoria in rimonta a Parma (i gol commentati da Carlo Zampa). Poi il gol nel derby di ritorno con la mitraglia sotto la Sud (guarda qui) e il gol, indimenticabile, del 3-1 contro il Parma il giorno dello scudetto (l'urlo di Carlo Zampa). Ma già allora il Re Leone doveva fare i conti con problemi fisici che comunque caratterizzarono le altre due stagioni in giallorosso. Con la Roma ha vinto uno scudetto e una supercoppa. Poteva vincere di più, ma senza di lui il terzo scudetto non ci sarebbe stato.