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Simona Marchini in scena con "Croce e delizia...signora mia"

Luigi Spaghetti
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Nuovo appuntamento nell'ambito della seconda edizione del “Cammino di Francesco” Progetto ABC, Regione Lazio, Comune di Rieti. Domani sera, infatti, al parco Palenga di Colli sul Velino, con inizio alle ore 21 si darà ampio spazio all'opera: protagonista sarà Simona Marchini in “Croce e delizia ... signora mia!” accompagnata al pianoforte dal maestro Paolo Restani “L'incontro con l'opera nasce dall'infanzia: eroi, eroine, drammi, passioni... tutto ha nutrito la mia vita, e quella della mia famiglia, da quando ho memoria condivisa con nonni e genitori - spiega la poliedrica artista romana, Simona Marchini -. Spesso l'immedesimazione era fortemente emotiva, fino alle lacrime. Passavo tutto il repertorio, dal martirio d'amore alla malizia giocosa dell'intrigo sentimentale. Insomma ero totalmente immersa in un fantastico mondo pieno di suoni, costumi, luci e voci “miracolose”. Bene, tutto questo si è sedimentato, depositato, nei molti strati del mio patrimonio di vita e di esperienza ed è diventato "spettacolo". Credo - continua la Marchini - di avere fatto un genere di teatro dedicato all'opera assolutamente unico: “Salotto Carmen” (1986) e “Dossier Trovatore” (1990 Festival Verdiano, Parma), monologhi da personaggio di “Quelli della notte” con tutta l'ingenuità, la tenerezza e l'immedesimazione di un'anima semplice. Ironia leggera, ma anche commozione di un “genere” che è denso di storia e di identità culturale. Da qui nasce l'idea di raccontare tre storie appassionanti (Traviata, Rigoletto, Trovatore), la cosiddetta trilogia popolare... a modo mio, coinvolgendo l'arte raffinatissima di Paolo Restani che descrive al pianoforte temi verdiani attraverso la parafrasi di Liszt. È sicuramente un connubio audace, ma l'intenzione è un intrattenimento colto, gentile, e appassionato su una "materia" che risuona nel profondo di ciascuno di noi. Basta - conclude Simona Marchini, in scxena questa sera con “Croce e delizia...signora mia” - che abbia occhi sensibili e “sorridenti” per guardare il melodramma con l'amore dovuto”.