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Il "Carnevalone" fa festa con il formicone incatenato

Luca Feliziani
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Le nuvole e la pioggia sottile non hanno fermato la 43esima edizione del Carnvevalone Liberato, organizzato dall'Arci di Poggio Mirteto, che si è svolto il 10 marzo, prima domenica di Quaresima. Tante le persone che nonostante il brutto tempo hanno affollato piazza Martiri della Libertà, viale Giuseppe De Vito e piazza Mario Dottori nel centro storico. La festa è cominciata in mattinata con l'arrivo del "bammoccio" di cartapesta, che in questa edizione rappresentava una grossa formica dal viso umano. La poesia che come da tradizione l'accompagnava era intitolata "Formicone incatenato". A mezzogiorno è seguita l'apertura degli stand gastronomici e alle 13.30 ha avuto inizio la festa vera e propria tra maschere di diavoli, suore con le calze a rete, un papa sui trampoli, preti e frati, parrucche rosse e blu, e tanta allegria. Il pomeriggio è stato allietato da numerosi gruppi musicali, trampolieri, mangiafuoco, una danzatrice del ventre, cornamuse, vignettisti, bolle di sapone giganti e bande danzanti. L'imbrunire ha segnato il destino del "formicone" di cartapesta, che come tradizione vuole è stato bruciato in piazza Martiri della Libertà insieme alla "pantasima", pupazzo dalle fattezze di una donna prosperosa.