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Ecco il gigante che potrebbeospitare Amazon

Paolo Giomi
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Un rettangolo lungo 374 metri e largo 134, con 7mila 500 metri quadrati di zona uffici e una gigantesca area magazzino su 4 piani, tre dei quali quasi interamente automatizzati (unico caso in tutto il sud dell'Europa), un'area carico-scarico merci con 130 scali “spalmati” su 58 baie di carico per i camion, due aree parcheggio riservate al personale e dotate di coperture fotovoltaiche, oltre 5 ettari di verde “coperti” da 565 piante pronte ad essere innestate. E' questa la “grande scatola”, per dirla con le parole dell'architetto Gianni Penta, responsabile del settore pianificazione e assetto del territorio del Comune di Fara Sabina, che Vailog si appresta a costruire nel polo della logistica di Passo Corese.   Un “contenitore” che, per ammissione dello stesso Emiliano Fagiani, responsabile dell'ufficio tecnico del Consorzio Industriale della Provincia di Rieti, “è destinato ad ospitare un operatore che per dimensioni non potrà essere un normale operatore logistico di portata nazionale”.   E qui si torna al famigerato “utilizzatore finale” mai ancora menzionato ufficialmente, ma sulla cui entità gli indizi, vecchi e nuovi, continuano a ripetere un solo nome: Amazon.   Non lo dicono esplicitamente i tecnici presenti alla prima commissione urbanistica e attività produttive del Comune, anche se i riferimenti alla “robotizzazione” del magazzino logistico molto utilizzata negli Stati Uniti (guarda caso proprio dal colosso dell'e-commerce con sede a Seattle), e anche a qualche collegamento più o meno diretto con lo stabilimento di Castel San Giovanni, a Piacenza (che di Amazon è la sede logistica italiana), lasciano intendere che l'accordo, pur non ancora reso ufficiale, sia già custodito segretamente nei cassetti del quartier generale di Vailog, a Milano.   Intanto però si aprono i faldoni del progetto presentato dallo studio Jacobs, e si possono vedere le prime planimetrie e i primi render di quello che sarà uno stabile mastodontico, come non ne esistono non solo sul territorio - dimenticate i capannoni di Capena, Fiano e Monterotondo, bazzecole a confronto - ma anche nel resto d'Italia.   “E' un progetto che presenta un programma molto impegnativo - spiega Giulio Della Torre, responsabile dell'area progetti di Vailog - ma che a dispetto delle sue complessità ha dei tempi di realizzazione che si aggirano intorno ad un anno circa. La struttura non solo rispetta tutti gli standard urbanistici dei piani vigenti, ma è anche all'avanguardia con tutti i sistemi di efficientamento energetico e con le più moderne tecnologie delle costruzioni”.   Dunque, ipotizzando la data del 30 luglio per la fine dell'iter burocratico mancante (un passaggio in consiglio comunale obbligatorio per approvare la modifica al piano delle altezze, che poi successivamente arriverà in Regione Lazio per l'ultima autorizzazione paesaggistica) e per l'avvio dei lavori delle ultime opere accessorie, su tutte l'ampliamento del ponte sulla ferrovia che raccorderà la Ternana con la nuova bretella a servizio della 4 dir, non è una follia pensare che per il 2017 il secondo centro di distribuzione di Amazon in Italia aprirà i battenti proprio a Fara Sabina. Facendo entrare dal suo ingresso, secondo le stime teorizzate dai tecnici presenti, circa 3000 addetti tra uffici, magazzino e servizi esterni, mille per ogni turno lavorativo. Numeri che da una parte mettono paura, ma dall'altra lasciano trapelare un'opera che, in qualsiasi modo la si pensi, sarà destinata a cambiare per sempre volto non solo a Fara Sabina, ma all'intera provincia di Rieti e forse all'intero quadrante nord della Regione.