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Primarie, Lucentini dice sìe sfida Tulumello e Lamura

Paolo Giomi
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Marco Lucentini si candida alle primarie, ma l'intento di unificare sotto il suo nome quella parte del centrosinistra “a sinistra” del Partito democratico non si concretizza. Anzi. Il gruppo “Per Fara” non solo non sosterrà l'avvocato romano di origini (e domicilio) farensi, ma sembra procedere diritto per la sua strada, che porta alla costituzione di una lista alternativa a quella del Pd e degli altri partiti della coalizione.   Si andrà dunque divisi all'appuntamento elettorale di giugno. Intanto le altre elezioni, le primarie del centrosinistra, potrebbero subire uno slittamento di una settimana, come richiesto dallo stesso Lucentini. Posticipando, di conseguenza, anche i termini per la presentazione delle candidature, che potrebbero presto iscrivere anche un quarto nome alla corsa. Il voto, dunque, slitterà al 13 marzo, con possibile ballottaggio al 20. “Possibile” perché secondo quanto appreso anche il doppio turno potrebbe essere soggetto ad una revisione, o addirittura ad un annullamento, trasformando le primarie “a doppio turno” in primarie “old style”, e cioè a votazione secca. Sarà Lucentini contro Tulumello, dunque, i due “papi stranieri” che incarnano le vecchie e storiche anime del Pd: da una parte l'ex dirigente provinciale che piace ai vertici regionali (il segretario dem del Lazio Fabio Melilli e l'assessore regionale Fabio Refrigeri) e reatini (il coordinatore Antonio Ventura) del Pd, dall'altra l'avvocato romano, figlio di uno storico dirigente comunista nella Fara degli anni Settanta, nome gradito a tutta quella che può ancora essere identificata come “area perilliana” del Pd, nonché allo stesso ex consigliere regionale.   Con l'incognita di Michele Lamura, terzo candidato in corsa, e forse di un quarto nome che rimane ancora avvolto nel mistero.   IL SERVIZIO COMPLETO NELL'EDIZIONE CARTACEA DI SABATO 20 FEBBRAIO