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Aree di confine con Montelibretti nel degrado. Il sindaco: "Monumento all'inciviltà"

Paolo Giomi
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Dall'autostazione di Passo Corese alla Vecchia Salaria il passo è breve. E identica è la linea di confine territoriale tra i Comuni di Fara Sabina e Montelibretti. Che da tempo, purtroppo, coincide con situazioni di degrado totale, abbandono, incuria di aree territorialmente appartenenti ad un Comune (in questo caso Montelibretti), ma di fatto situate geograficamente a ridosso di centri abitati dell'altro Comune (Fara Sabina). Una storia vecchia di anni, che torna attuale dopo le reiterate denunce da parte dei cittadini. Prima era l'erba alta ai limiti del pericolo per l'incolumità delle persone nel collegamento tra l'autostazione Cotral di località Prato dell'Olmo e lo scalo ferroviario di Fara Sabina. Ora è la vecchia Salaria, dove poco fuori dalla tratta di competenza del Comune di Fara Sabina una vera e propria montagna di rifiuti campeggia nel bel mezzo delle tante attività commerciali presenti e delle villette residenziali. "Come la terra dei fuochi", denuncia il Movimento 5 Stelle farense, che sottopone la cosa all'attenzione del sindaco Davide Basilicata. Il quale, non potendo intervenire direttamente su aree non di sua competenza, non può fare altro che denunciare "un monumento all'inciviltà", promettendo "tolleranza zero" verso questi atteggiamenti. E intanto c'è chi propone una rivisitazione radicale dei confini tra i due Comuni. IL SERVIZIO COMPLETO NELL'EDIZIONE DEL CORRIERE DI RIETI E DELLA SABINA IN EDICOLA MERCOLEDI' 27 MAGGIO