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Fara in Sabina, pronto il piano per far cadere Basilicata: dimissioni in massa

Paolo Di Basilio
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Fara in Sabina, pronto il piano per far cadere Basilicata: dimissioni in massa. Alla fine tutti i nodi arriveranno al pettine, forse già la prossima settimana. Quando, con ogni probabilità, sull'esperienza amministrativa del sindaco Davide Basilicata caleranno i titoli di coda, con un anno d'anticipo rispetto alla scadenza del secondo mandato dell'ex giovane rampollo della destra farense e provinciale. Pronto ad incassare, secondo quanto trapela ufficiosamente dai corridoi della politica, il colpo del ko dai suoi stessi (ormai ex) alleati di maggioranza. Con i quali la frattura, apertasi mesi e mesi fa è diventata ormai una voragine impossibile da colmare. Per approfondire leggi anche: Fara in Sabina, Basilicata sempre più solo Sembra essere pressoché definito. La prossima settimana il gruppo di maggioranza Fara 3.0 ritirerà dalla giunta i suoi assessori, Giacomo Corradini e Paola Trambusti, sancendo, di fatto, la prima vera crisi di governo. Una mossa forte, politicamente parlando, che arriva al termine di un lungo e serrato dialogo tra le tre anime della coalizione, nel tentativo di trovare una nuova quadra. Un tentativo, a quanto pare, andato a vuoto. In maniera definitiva. Tanto che quella del ritiro delle deleghe per i due assessori di Fara 3.0 potrebbe essere solo la prima di una serie di mosse che, da qui a breve, porteranno alla caduta della giunta, con conseguente scioglimento del consiglio e commissariamento dell'Ente. E non attraverso una mozione di sfiducia da presentare in aula – l'ipotesi non sembra essere in cantiere – ma attraverso quello che, dal 2015, è stato ribattezzato come “metodo Marino”, in memoria di quanto accaduto all'ex sindaco di Roma: le dimissioni in blocco di 9 consiglieri comunali, tutti di maggioranza, che porteranno inevitabilmente allo scioglimento dell'assise.   L'ARTICOLO COMPLETO NELL'EDIZIONE IN EDICOLA DOMANI 24 MAGGIO E NELL'EDICOLA DIGITALE