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Stanziati 800 mila euro per impianti idrovori a Ripasottile e nella Piana reatina

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Monica Puliti
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Due progetti per oltre 800 mila euro. A tanto ammontano quelli appena finanziati dal Piano di sviluppo rurale (Psr) 2014/2020 al Consorzio della bonifica reatina: il primo, per un importo di 297 mila euro, riguarda il ripristino e il potenziamento delle idrovore di Ripasottile; il secondo, di 519 mila euro, la realizzazione del nuovo impianto idrovoro nella Piana reatina, nella zona delle Comunali. Due progetti, questi, che fannno parte di un pacchetto più ampio, per un finanziamento complessivo di dieci progetti e un valore di sette milioni e mezzo. Si è parlato anche di questo nel corso della riunione operativa tenuta nella sede di Focene, nel comune di Fiumicino, da Anbi (Associazione nazional bonifiche irrigazioni) Lazio, con la partecipazione di tutti i commissari e i direttori dei Consorzi di bonifica. All'incontro, aperto dal presidente Luciana Selmi, sono intervenuti anche il direttore generale dell'associazione, Massimo Gargano, e Antonio Maietti, funzionario della direzione Agricoltura della Regione Lazio. Tra gli argomenti commentati, appunto, i positivi risultati ottenuti grazie alla capacità progettuale dei Consorzi di bonifica, premiata anche dal Piano di sviluppo rurale (Psr) 2014/2020 dopo gli interventi finanziati con i fondi del Piano irriguo nazionale. Il presidente Selmi e il neo direttore Andrea Renna hanno salutato con soddisfazione l'inserimento in graduatoria (misura 05, sottomisura 5.1) dei dieci progetti, che riguarderanno diverse zone della regione. “L'avvio di questi piani - ha detto Selmi - consentirà un passo avanti nel percorso verso la più efficace tutela del territorio e della sua agricoltura di qualità, esposti ai rischi dei mutamenti climatici, spesso devastanti. Queste opere andranno ad arricchire il patrimonio strutturale che i Consorzi di bonifica mettono a disposizione della collettività. Grazie ai finanziamenti, sarà possibile implementare la dotazione di impianti funzionali per potenziare le attività di prevenzione e contenimento degli effetti di nuove, eventuali emergenze ambientali e climatiche che andrebbero ad impattare su un contesto dalla elevata fragilità idrogeologica”.