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Elexos, chiesta altra "cassa" fino all'arrivo di commesse per scongiurare 43 licenziamenti

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Monica Puliti
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Ieri nuovo incontro, stavolta in Confindustria, sul futuro lavorativo dei 43 dipendenti della Elexos (ex Schneider). “Il faccia a faccia - dice Luigi D'Antonio Fiom Cgil - verteva sulla procedura di licenziamento collettivo di 43 persone, aperta da Elexos, e come sindacati abbiamo chiesto nuovamente all'azienda di sospendere la procedura di mobilità e di attivarsi per far ripartire la produzione attraverso il coinvolgimento di nuovi commitenti”.  Le parti sociali hanno inoltre chiesto l'attivazione degli ammortizzatori sociali conservativi, una cassa integrazione straordinaria che faccia da tampone fino a quando non si sarà trovata una soluzione, non ad oltranza ma per il tempo necessario, che speriamo non vada oltre il 31 luglio. Data oltre la quale, se non verrà trovata una soluzione, scatterà il licenziamento per tutti. L'incontro di ieri segue quello di martedì al Mise alla presenza della Regione e dei vertici della Elexos, che, aggiunge D'Antonio, “hanno dichiarato di non avere pregiudiziali rispetto alla nostra richiesta di ammortizzatori conservativi e chiesto tempo per avere la possibilità di un incontro (che si terrà lunedì al ministero) per verificare la fattibilità della proposta. Giovedì prossimo, in Confindustria incontreremo la Elexos per conoscere proprio l'esito di quel tavolo”.  Come ribadito ieri da Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, la cassa integrazione è soltanto “uno strumento tampone, perché è fondamentale trovare una soluzione industriale con il coinvolgimento della Schneider che ad oggi ha disertato tutti gli incontri e si è detta disponibile solo a mettere a disposizione il capannone”. “La priorità - sottolinea il segretario della Fiom - è quella di trovare le commesse, motivo per cui Schneider deve farsi parte attiva in questa importante partita. Vanno scongiurati i licenziamenti – conclude D'Antonio – perché la nostra zona sta già pagando cara la crisi legata al terremoto: vanno tutelati il lavoro e il futuro di 43 persone e famiglie”. I lavoratori, al momento in cassa integrazione straordinaria, lavorano al 20% a rotazione. Paola Corradini