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Raccolta differenziata più che raddoppiata

Monica Puliti
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Raccolta differenziata più che raddoppiata, dal 26% al 56% tra il 2016 e il 2018, con conseguente, sensibile riduzione dei rifiuti indifferenziati, passati da 17 mila 382 tonnellate a nove mila 389 nel medesimo arco temporale. “I reatini hanno fatto passi da gigante” commenta il presidente di Asm, Vincenzo Regnigni, che, alla luce del miglioramento dei bilanci dell'azienda, guarda al futuro e annuncia l'ampliamento del “porta a porta” al centro storico, unica area della città esclusa dal sistema di raccolta differenziata. “A fine 2017 - aggiunge - l'Asm subiva perdite per 800 mila euro, adesso che i conti sono nettamente migliorati e ci stivamo avvicinando al pareggio di bilancio possiamo cominciare a riprogrammare investimenti qual è appunto l'estensione del ‘porta a porta' al centro storico, che contiamo di realizzare entro l'anno”.  Se i numeri dicono che la raccolta differenziata cresce - così come la carta e il cartone (da 1.421 tonnellate a 2.281), gli imballaggi in vetro (da 657 a 1.352), il legno (da 239 a 379), gli imballaggi in materiali misti (da 480 a 1.362), il metallo (da 99 a 139) e altri materiali che si avviano a essere ricommercializzati - non scende però la bolletta dei reatini, che anzi, per l'anno in corso, ha subìto un rincaro per complessivi 400 mila euro, che andranno a colpire soprattutto imprese ed esercenti. “E' una scelta che non dipende da noi - spiega l'assessore all'Ambiente, Claudio Valentini - Più che di rincari Tari dovremmo infatti parlare di rincari Tar, essendo la diretta conseguenza di una recente sentenza del Tar che ha accolto la richiesta di Ecologia Viterbo, dove vengono portati i nostri rifiuti da selezionare e trattare, di rivedere al rialzo i costi di conferimento. Motivo per cui la Regione ha scritto ai Comuni, quelli che smaltiscono i rifiuti a Viterbo, chiedendo di rivedere le tariffe e presentandoci un conto di tre milioni e mezzo dal 2009 a oggi. Noi abbiamo pagato solo l'anno in corso, vale a dire i 400 mila euro che i contribuenti reatini si ritroveranno in bolletta, mentre per la restante cifra apriremo una trattativa con la Regione”. Che, ancora una volta, fa il bello e il cattivo tempo con la nostra provincia. “Se la Regione - aggiunge Valentini - ci obbliga, sulla base del piano regionale, a portare i rifiuti nella discarica viterbese per non inquinare le nostre falde acquifere, le stesse che producono l'acqua che disseta Roma, mi chiedo per quale motivo dovremmo pagare gli adeguamenti chiesti da Ecologia Viterbo per il conferimento. E perché non sia possibile gestire i rifiuti a casa nostra”. L'unica cosa certa, alla fine, con cui fanno i conti i reatini è che il ciclo virtuoso messo in moto dalla crescita della raccolta differenziata non produrrà alcun vantaggio per le loro tasche. La decisione dell'amministrazione comunale di non aumentare la Tari (“la tariffa è rimasta invariata dal 2014”) è stata vanificata, per alcune categorie produttive, dai rincari imposti dal Tar. Monica Puliti