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Fermata Cotral soppressa, parte l'esposto

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Monica Puliti
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Alcuni “atti formali” come esposti o segnalazioni ufficiali sono già stati presentati. Ma adesso è ad un vero e proprio esposto alle autorità competenti per interruzione di pubblico servizio che puntano i tanti pendolari del quadrante nord-est del Comune di Fara Sabina (ai quali vanno aggiunti quelli di Nerola, Montorio Romano e Monteflavio, in Sabina romana), che da oltre un mese si sono visti privare dalla Cotral di una fermata strategica lungo la linea Rieti-Roma come quella situata sotto il cavalcavia di Corese Terra. Che rappresenta, visto il drastico taglio delle corse da e per la Capitale destinate al passaggio interno su Borgo Quinzio, una vera e propria esclusione dal principale vettore su gomma della provincia di Rieti, visto che ora, per le decine e decine di pendolari che ogni giorno si recano a Roma (e anche a Rieti) attraverso il bus della compagnia laziale la fermata più vicina è situata a circa 3 chilometri di distanza, poco dopo lo svincolo per Borgo Qunzio. Una situazione delicata, quella venutasi a creare dallo scorso 25 febbraio, data in cui con comunicazione ufficiale, e senza alcun tipo di spiegazione, la Cotral ha deciso di sopprimere la fermata di Corese Terra. Adducendo non meglio specificati motivi di sicurezza, riassunti nella volontà di eliminare una sosta che a quanto pare non risponderebbe agli standard previsti dalla normative in vigore. E questo, sin dal principio, ha fatto strabuzzare gli occhi a centinaia di pendolari, che hanno chiesto pareri e informazioni anche a dei legali. “Perché se così fosse – tuona un pendolare della frazione di Fara Sabina – allora per la Cotral si aprirebbe un autentico vaso di Pandora, visto che, così ad occhio, sono tante le fermate lungo la Rieti-Roma ad essere esattamente uguali, se non addirittura in condizioni peggiori, di quella soppressa a Corese Terra; basti pensare ad Ornaro-Casaprota, o alla stessa fermata di fronte al distributore D'Amico, a Borgo Quinzio, per non parlare di quelle che attraversano lo scalo di Monterotondo, e così fino alla Capitale. Ma allora perché eliminare proprio quella, tagliando così fuori un intero quadrante, peraltro nel Comune più popoloso della provincia dopo Rieti capoluogo”? Domande, queste, che sono state esposte anche ai delegati dell'amministrazione comunale di Fara Sabina; i quali, a parte qualche informale richiesta di informazioni a Cotral e Regione Lazio – che della compagnia è azionista al 100% -, non avrebbero acceso nessun “canale ufficiale” per sollevare il problema dei propri cittadini. E anche questo è diventato oggetto di un acceso dibattito tra la comunità locale, che si sente abbandonata non solo dalle istituzioni, ma anche dalla stessa società erogatrice del servizio. Un servizio fondamentale per un territorio che vive per lo più di pendolarismo. E che vive l'ennesima riduzione di prestazioni da parte delle istituzioni pubbliche. Da qui la volontà di superare le formali richieste di chiarimenti, imbracciando la strada delle carte bollate. Paolo Giomi