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Sedici profughi restano in paese grazie all'accoglienza diffusa

Monica Puliti
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Saranno complessivamente 16 (11 adulti e 5 bambini) i richiedenti asilo ospitati presso il Centro accoglienza richiedenti asilo dismesso lo scorso gennaio che potranno restare sul territorio del Comune di Castelnuovo di Porto.  E' stato infatti istituzionalizzato il protocollo d'Intesa che il Municipio tiberino ha sottoscritto con la Prefettura di Roma per avviare un'iniziativa di “accoglienza diffusa” sul proprio territorio. L'obiettivo, resosi necessario subito dopo i fatti del gennaio scorso - lo sgombero del maxi-centro d'accoglienza disposto dal ministero dell'Interno e avvenuto in pochi giorni tra le tante proteste di una parte di cittadini di Castelnuovo e alcune forze politiche anche a livello nazionale -, è finalizzato a poter consentire a quei rifugiati che più di altri si sono integrati nel tessuto sociale tiberino, anche per via della presenza di minori iscritti presso le scuole e nelle attività sportive, ricreative e sociali del borgo e delle sue frazioni, di restare a Castelnuovo di Porto. Un obiettivo divenuto realtà per 16 persone, che saranno accolte e ospitate in “modalità diffusa”, e cioè presso abitazioni messe a disposizione dalla stessa cittadinanza, sulla base di un progetto sperimentale di prima accoglienza gestito direttamente dall'amministrazione comunale, primo esempio in Italia dopo l'entrata in vigore del Decreto sicurezza, che ha fatto discutere non poco e che continua a far discutere non poco in tutta Italia. Il protocollo, che è stato firmato nella giornata di ieri dal sindaco di Castelnuovo di Porto, Riccardo Travaglini, e dal Prefetto di Roma, Paola Basilone, ha come obiettivo il perseguimento di tre finalità: fare la propria parte nella gestione del fenomeno migratorio, proponendo soluzioni a misura di territorio che riportano il tema dell'accoglienza dei migranti ad una dimensione sostenibile ed integrata; scongiurare che sul territorio castelnuovese tornino a sorgere centri di accoglienza di grandi proporzioni; mettere al riparo il territorio da speculazioni sull'accoglienza, dal momento che Castelnuovo di Porto, come tutti i Comuni, non persegue finalità di lucro. “I costi dell'accoglienza – ha spiegato il sindaco Riccardo Travaglini - saranno interamente coperti dalla Prefettura, e andranno a favorire una piccola economia di prossimità, dal momento che tutti gli acquisti previsti saranno effettuati pressi i negozi del paese”. Paolo Giomi