Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Palazzo Aluffi apre all'università

Esplora:

Monica Puliti
  • a
  • a
  • a

Il rilancio del centro storico, con la riapertura di uffici ed esercizi commerciali, è una delle priorità del Comune di Rieti, di Confcommercio e della Provincia, che sta pensando di concentrare nel centro storico a Palazzo Dosi e a Palazzo Aluffi, la sede dell'Università della Tuscia e della Sapienza. I tempi sono stretti, in considerazione anche del fatto che, al primo di settembre, all'avvio del nuovo anno scolastico, la sede universitaria dovrà essere operativa come ha confermato il direttore Daniele Mitolo al Corriere di Rieti. C'è poco tempo, ma in compenso c'è piena unità d'intenti e sintonia tra la direzione dell'Università, con Daniele Mitolo, e il Presidente della Provincia Mariano Calisse, che stanno lavorando alla presentazione del progetto per il completamento della ristrutturazione dello storico palazzo di via Cintia (ex caserma dei carabinieri), di proprietà della Provincia, che potrebbe anche non essere sufficiente ad ospitare i mille iscritti e perciò si stanno valutando tutte le opzioni possibili. La decisione definitiva è attesa tra pochi giorni e tutto verte anche sul reperimento dei fondi necessari. La scelta di Palazzo Aluffi sarebbe l'ideale per una sede universitaria, considerando il valore e l'importanza storica e archeologica dello stabile, che porta il nome di Giuseppe Aluffi (Gonfaloniere nel 1700), venduto alla provincia di Perugia e successivamente alla Provincia di Rieti e che dal 1916 ha ospitato la Caserma dei Carabinieri. Nel 2011, durante i lavori di consolidamento, con i fondi del sisma del '97, sotto la direzione della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, sono tornati alla luce reperti archeologici importanti che hanno evidenziato il sovrapporsi di più strutture in epoche diverse. Il mosaico, ben conservato, rinvenuto sotto quello che era il cortile del palazzo, risale alle metà dell'VIII secolo a.C. ha un disegno geometrico e un ulteriore mosaico ai lati, coperto da resti di mura di età più recente. Murature post medievali in fondazione, mura in opera reticolata, vari strati su cui poggia l'edificio, dimostrano una origine che risale all'età del ferro avanzata e probabilmente in Via Cintia sorgeva il decumano maggiore. Carlo Latini nel 1827 racconta che negli scavi effettuati nei sotterranei del palazzo “si rinvenne un muro intonacato ed un lacerto di mosaico in cattive condizioni”; Loreto Mattei alla fine dell'800 parlò di costruzioni antiche costruite in opera reticolata e nel 1909 Giovanni Colasanti riportò che in uno sterro sotto il palazzo si rinvenne un frammento di colonna (base con fusto). Ragioni in più per trovare le risorse necessarie per riportare una struttura così importante a nuova vita. Francesca Sammarco