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Anche una famiglia reatina di 3 persone tra i senzatetto della città

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Monica Puliti
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Sono soprattutto stranieri, di giovane età, senza un tetto che li ripari dalle temperature inclementi della notte. Ma ci sono anche italiani, e tra loro una famiglia di padre, madre e figlio di 20 anni di Rieti. Poche decine, una quarantina, secondo il Coordinamento diritto alla salute e alle politiche sociali, qualcosa in meno per l'assessore comunale ai servizi sociali, Giovanna Palomba; un fenomeno comunque difficile da quantificare anche per via delle persone di passaggio sul territorio. Sono i senzatetto della città, un piccolo esercito di gente che la notte dorme in ripari di fortuna: sotto il ponte Giovanni XXIII, nei pressi dei giardinetti della stazione o tra i chioschi, spesso gestiti da stranieri, su viale Morroni. “Da tempo - tuona Antonio Ferraro del Coordinamento reatino - proprio tra quei chioschi vive una famiglia di Rieti: un materasso e poche altre cose è tutto ciò che ha per vivere. Una situazione, questa come le altre, di fronte alla quale le istituzioni non possono girarsi dall'altra parte. Nei giorni scorsi abbiamo scritto a Comune, prefetto e questura perché ciascuno si attivi per quanto di propria competenza per dare una risposta a persone che hanno tutto il diritto di essere aiutate, persone che hanno alle spalle storie di solitudine, abbandono, povertà, alcolismo e che non possiamo abbandonare per strada come se niente fosse. Finora non abbiamo ricevuto alcuna risposta, proprio com'era successo l'anno scorso, sempre in questo periodo dell'anno, quando avevamo bussato alle porte del Comune per chiedere risposte. Mi domando quanto sia complicato allestire un riparo caldo per chi non ha un tetto”. La questione è stata nuovamente portata all'attenzione delle istituzioni due giorni fa quando lo stesso Coordinamento ha organizzato un presidio sotto Palazzo di Città e chiesto ai reatini di portare bevande calde e coperte, appello che, come racconta Ferraro, non è caduto nel vuoto. Ma qualcosa in Comune si sta muovendo. “Stiamo lavorando e contiamo di organizzare una risposta entro breve - dice l'assessore Palomba - Ho preso contatti con l'Ater per stipulare un contratto per alcuni locali in via del Porto: lì potrà trovare riparo chi al momento un riparo non ha. Porterò la questione in giunta entro brevissimo. Si tratta di spazi che verranno allestiti nell'ambito del progetto per l'emergenza alimentare ‘Porta sociale” cui l'amministrazione comunale lavora da tempo”. Monica Puliti