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Imprese artigiane, dilaga l'abusivismo. Comune e Confartigianato affilano le armi

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Monica Puliti
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In provincia di Rieti, due imprese artigiane su tre, il 63,6% di quelle regolari, soffrono la concorrenza sleale delle aziende in nero o che utilizzano lavoratori non in regola. Per arginare il fenomeno, Confartigianato Imprese Rieti ha deciso di impegnarsi in una battaglia e ha trovato nel Comune di Rieti e, in particolare, nell'assessorato alle attività produttive, un attento interlocutore. Dopo mesi di lavoro e con delibera di giunta comunale, è stato stipulato un protocollo che vedrà convergere in un'azione sinergica Ente e associazione. Abusivismo significa esercitare un'attività senza autorizzazioni, permessi, senza alcun requisito tecnico-professionale. Significa niente tasse, né contribuzione, per non parlare dell'inosservanza di norme su sicurezza e tutela ambientale. Un cancro che mina le basi dell'economia, che danneggia le imprese, le istituzioni e i cittadini. “Nessuno deve più tollerare le attività irregolari come se fossero, in qualche modo, legittime - commenta Franco Lodovici, presidente di Confartigianato Imprese Rieti - perché noi artigiani siamo due volte vittime della concorrenza sleale di chi lavora senza rispettare le leggi: da un lato ci portano via il lavoro e dall'altro compromettono la reputazione del mestiere a discapito anche degli onesti. Vogliamo e dobbiamo tutelare le imprese regolari”. “Il protocollo - aggiunge il direttore Maurizio Aluffi - è un primo e importante passo per un'azione più incisiva che riguarderà le diverse categorie del mondo produttivo. Con l'amministrazione comunale istituiremo un tavolo periodico per monitorare i risultati dell'iniziativa e metteremo in campo un'azione di informazione capillare attraverso materiale informativo e incontri sul territorio”. Sulla necessità di arginare il fenomeno, consolidatosi negli anni della crisi, ha detto la sua anche il vice sindaco e assessore alle attività produttive, Daniele Sinibaldi: “Riteniamo imprescindibile il contrasto di tutte quelle attività irregolari e del lavoro sommerso che rischiano di espellere dal mercato le piccole e medie imprese e i loro lavoratori che rispettano le regole. Il lavoro sommerso rappresenta purtroppo un'economia e un giro d'affari importante anche a Rieti ed è dunque prioritario informare la città della presenza di queste problematiche nel tessuto connettivo sociale e sensibilizzare i cittadini sugli effetti collaterali negativi che possono derivare dall'adozione di comportamenti non rispettosi delle vigenti disposizioni legislative, regolamentari e sanitarie, anche e soprattutto in materia di sicurezza”. Ge. Co.