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Stelle e asteroidi impazziti

Monica Puliti
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Lodovica Rando, unica consigliera del Movimento 5 Stelle in Comune, è una giovane donna molto cortese. Sprigiona positività. Interpellata da questo giornale due settimane fa, all'indomani dell'elezione del nuovo presidente della Provincia - lei finita nel mirino degli “integralisti” (quelli che sembra si riuniscano attorno al deputato Gabriele Lorenzoni) per aver votato il candidato di centrodestra - non nascose un certo malessere di fronte agli insulti in libertà piovutigli addosso via social da alcuni attivisti che non avevano condiviso la scelta. “Non so se me ne andrò - confidò - comunque sì, è vero, ci ho pensato e ci sto pensando: il clima sta diventando pesante. E d'altra parte, io ho un lavoro e una famiglia”. Spiegò che le spaccature profonde che dilaniano la galassia grillina a Rieti non avrebbero una connotazione politica in senso stretto. Non sarebbero cioè il frutto della convivenza forzata delle due diverse tradizioni (centrodestra e centrosinistra) da cui proviene la gran parte dei militanti: “Il M5S è un contenitore in cui si sono ritrovati in tanti, questo è vero, ma le liti hanno motivazioni assai meno ideali. Direi che vanno soprattutto ricondotte ai personalismi, alla smania di alcuni di prevalere a tutti i costi sugli altri”. Una sorta di “sacro fuoco” si sarebbe impossessato insomma della mente di gente che vede nella militanza all'interno di questa nuova formazione la possibilità di ottenere a buon prezzo un riscatto altrimenti difficile.  Le parole della Rando tornano in mente in questi giorni di polemiche contro la categoria dei giornalisti. Polemiche che a Rieti, sull'esempio dei politici che dominano la scena nazionale, vengono cavalcate proprio da Lorenzoni. Al centro della querelle la vicenda del condono per le zone terremotate di cui hanno parlato i giornali la settimana scorsa. Secondo il deputato, si tratterebbe di una fake news: “I giornali nazionali e locali si sono accorti che anche in Centro Italia ci sarebbe un ‘condono edilizio'. Dopo la fake news sul ‘condono' di Ischia, va di moda da parte di chi ha in mano l'informazione di farci sembrare ‘come gli altri', speculando sulle catastrofi. Ribadisco: si tratta di una sanatoria sulle piccole difformità edilizie stratificate negli anni nei paesi; riguarda le case distrutte o danneggiate dal terremoto; si paga un'oblazione per sanare la difformità; è permesso un aumento di volumetria nei limiti dei piani casa regionali, ma la volumetria aggiuntiva non è oggetto del contributo pubblico; serve come il pane per sbloccare le pratiche della ricostruzione, infatti ce lo chiedevano da tempo sindaci e ordini professionali del territorio; non riguarda le case totalmente abusive, che saranno demolite. Se non avessimo fatto questo emendamento, che porta anche la mia firma, ci avrebbero accusato di immobilismo, lo stesso che ha causato lo stallo della ricostruzione. Ne andiamo fieri”. Senza entrare nei tecnicismi della legge - anche perché le leggi urbanistiche sono spesso quanto di più suscettibile di interpretazione si possa ravvisare nell'ordinamento giuridico di questo Paese - non si può non notare in tutto questo ragionamento un senso di disprezzo figlio di un risentimento che pare andare al di là della politica e dell'oggetto che si discute.  Come ha notato la Rando, c'è del personalimso in tutto ciò e forse, più che dalla politica, dovremmo farcelo spiegare dalla psicologia, dalla sociologia e dall'antropologia. Evandro Ceccarelli