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Contr'ordine, l'assessore al Bilancio Sonia Cascioli ancora al suo posto: "Sto lavorando"

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Monica Puliti
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Le valigie sono quasi pronte, resta fuori ancora qualcosa cui l'assessore al Bilancio, Sonia Cascioli, sta lavorando prima di ufficializzare le dimissioni e salutare Palazzo di Città per il suo nuovo incarico a Roma. “Non ho mai detto che dal primo ottobre sarei andata via, ma entro il mese formalizzerò le dimissioni dopo la chiusura di atti (la ricognizione debitoria dell'Ente, ad esempio) e il loro invio agli organi competenti. Solo allora lascerò il mio incarico da assessore”. La messa a punto arriva dopo l'ultima bordata dell'opposizione all'indirizzo dell'amministrazione di Antonio Cicchetti da parte dei gruppi consiliari Rieti Città Futura, Pd, Psi e Possibile, che definiscono “fantomatiche” le dimissioni dell'assessore al Bilancio, “evaporata pur percependo ancora l'indennità”. L'opposizione ne ha pure per l'assessore al Personale, Oreste De Santis, per via dell'indagine della magistratura che lo vede coinvolto a causa della sua attività da imprenditore. Per non parlare della scelta delle ultime ore del segretario generale Giampaolo Giunta di lasciare per un incarico a Terni, che la minoranza bolla come “fuga di fronte alle difficoltà palesate, preferendo fuggire alla chetichella verso il capoluogo umbro”. “Il tutto - conclude - nel totale silenzio del primo cittadino che sembra quasi rimanere inerme di fronte ai cataclismi della sua amministrazione. Sarebbe il caso che, oltre a trovare immediatamente dei sostituti, chiedesse anche a chi è indagato di fare un passo indietro”. Totale silenzio non si direbbe se nel primo pomeriggio di ieri e in risposta alla minoranza Cicchetti ha replicato, “a tutti quelli che cercano il pelo nell'uovo”, proponendo una diversa lettura degli avvenimenti: “E' possibile - ha scritto - che si sia costituito, attorno all'attuale Giunta, un gruppo di lavoro talmente qualificato che tutti quelli in cerca del meglio vengono a fare spesa da noi. L'eredità trovata dalla nostra amministrazione, compresi i 12,6 milioni di euro di debito non censiti e varie delicate questioni lasciate colpevolmente irrisolte, costituisce una prova pesante che stiamo cercando di affrontare”. Il Pd, in solitaria e rincarando la dose dei gruppi di minoranza, chiede le dimissioni in blocco dell'amministrazione. Monica Puliti