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Indennità gonfiate, la Provincia nel mirino

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Monica Puliti
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Sullo sfondo della vita amministrativa del Comune di Rieti e dei rapporti politici tra attuali ed ex amministratori continua ad aleggiare il tema delle indennità che, secondo il Comune, per errori di calcolo sarebbero state gonfiate dal 2006 ai primi mesi del 2018, tanto che l'Ente ha deciso di richiedere indietro circa 500mila euro a ben 51 tra ex sindaci, assessori e presidenti del Consiglio comunale. La gran parte di questi si sono mossi per opporsi alla decisione, uno ha deciso di restituire tutto e subito (Antonio Boncompagni), l'attuale Giunta sta rateizzando mese per mese e altri consiglieri in carica stanno ancora valutando se presentare ricorso. Facendolo, infatti, potrebbe scattare la decadenza. In tutto questo ad aggiungere benzina sul fuoco è l'assessore al personale del Comune Oreste De Santis che chiede “chiarimenti sull'operato dell'Amministrazione provinciale”. Il ricalcolo effettuato dagli uffici finanziari del Comune partiva infatti da un presunto errore commesso nel 2006. Le indennità di funzione nei Comuni capoluogo erano equiparate a quelle delle Province e, da uno scambio di valutazione tra gli Enti all'epoca, sarebbe emerso l'errore di conteggio. “La Provincia si sta muovendo per il recupero come è stato fatto al Comune, oppur no?” chiede De Santis. Palazzo d'Oltre Velino, in realtà, ritiene che tutto sia stato fatto in regola e che non ci sarebbero errori. “Allora è il caso di vederci chiaro perché evidentemente qualcuno sta sbagliando - conclude De Santis - chiedo chiarezza e stesso trattamento per tutti”. Mar. Fug.