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Il terremoto salva scuole e organici

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Monica Puliti
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Il terremoto “salva” scuole e dotazione organica in provincia di Rieti nonostante il calo della popolazione studentesca. Dopo l'incontro dell'8 maggio - nel corso del quale si definirono gli organici per la scuola dell'infanzia e primaria -, ieri, tra Snals-Confsal e Ufficio scolastico provinciale, si è tenuto quello riguardante gli altri due ordini di scuola: media e superiore. La deroga concessa dalla Regione Lazio alla nostra provincia, in gran parte compresa nel cratere sismico, come è noto, ha rinviato qualsiasi processo di dimensionamento o accorpamento di scuole o istituti che non raggiungono più i parametri autorizzativi di legge (600 alunni o 400 per scuole montane). “Si ricorda che il Reatino - dicono dal sindacato - ha avviato fin dalla fine degli anni '90 un forte processo di dimensionamento attraverso la costituzione dei cosiddetti istituti comprensivi prima e omnicomprensivi poi, in quest'ultimo caso con l'obiettivo, in buona parte realizzato, di arginare lo spopolamento di quei territori che guardano a province limitrofe per quanto riguarda opportunità lavorative e servizi (Amatrice, Borgorose e Magliano Sabina per esempio)”. Tutto questo però non è bastato perché il fenomeno della denatalità, purtroppo, continua a manifestarsi anche nella nostra provincia e per il prossimo anno scolastico si registra una diminuzione di alunni per la scuola secondaria di I grado di 39 unità e per la scuola secondaria di II grado di 95. “Nonostante ciò - aggiungono dallo Snals-Confsal - si avrà un consolidamento di organico di più 2 posti per la scuola media e più 19 per il II grado”. La dotazione organica complessiva, alla luce dei dati indicati, denota perciò una tenuta della rete scolastica provinciale, segnando addirittura un leggero incremento della stessa, favorito da una operazione di riequilibrio con la dotazione assegnata alla provincia di Roma. L'organico di diritto passa dai 1.877 posti del 2017/2018 ai 1.888 per il 2018/2019. “Importante è mantenere in vita tutti i plessi , anche quelli sottodimensionati e a rischio soppressione, con un numero di alunni inferiore alla norma. Secondo l'Ufficio scolastico regionale Lazio le scuole sottodimensionate, che hanno le dirigenze in reggenza, sono 9 su un totale di 29. La nostra proposta, peraltro già avanzata in sede di conferenza provinciale sul dimensionamento prima e in quella regionale poi, riguardava l'individuazione non di un parametro valido per tutti in modo lineare ma utilizzandone uno medio regionale, con particolare attenzione ai territori montani, evitando la costituzione di istituti comprensivi veri e non posticci quali quelli che più volte sono stati prospettati con accorpamenti oltre i limiti della sostenibilità”.