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Tari in scadenza ma mancano i bollettini

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Monica Puliti
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Come se non bastasse il peso di dover pagare continuamente tasse e tariffe allo Stato, quest'anno per i reatini potrebbero esserci problemi anche con i tempi di ricezione dei bollettini della Tari. Questo, almeno, l'allarme lanciato dall'associazione politica “Nome”. Come negli anni scorsi, anche per il 2018 i reatini dovranno effettuare il pagamento della Tassa sui rifiuti in quattro rate: 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre. In alternativa, sarà possibile effettuare il pagamento in un'unica soluzione entro il 16 giugno senza sanzioni. Dove nasce il problema? “Dal fatto che la riscossione, in cosiddetta autoliquidazione, per scelta del Comune può essere fatta in forma diretta, tramite modelli F24 oppure esternalizzando il servizio ad una ditta che provvede alla riscossione e rendicontazione dell'imposta inviando un Avviso Bonario con i dati necessari al pagamento” spiega l'associazione Nome. Fino allo scorso anno Rieti affidava il servizio ad Equitalia che inviava a casa circa 23mila avvisi. Da quest'anno, invece, “forse per risparmiare sui costi di gestione” il Comune ha deciso di riscuotere la Tari in forma diretta, inviando gli F24 precompilati. “Peccato che al 3 maggio il Comune non aveva ancora affidato l'incarico di stampa, imbustamento e postalizzazione”. E allora la domanda sorge spontanea: arriveranno in tempo per la prima scadenza? Considerando poi che le scadenze sono perentorie e per questo pagare oltre i termini stabiliti, per ogni singola rata, significherà pagare anche una sanzione oltre gli interessi legali. “L'invio dei bollettini è già iniziato e per il 21 maggio si avranno le prime consegne dei modelli. In ogni caso, il contribuente potrà procedere autonomamente al calcolo della tassa dovuta seguendo le istruzioni pubblicate sul sito istituzionale del Comune di Rieti utilizzando il calcolatore presente nei Servizi online dove è possibile stampare i modelli F24 per il versamento”. In ogni caso in alternativa ci sarà il sito web dove compilare e stampare i modelli. Una soluzione che però, per l'associazione Nome, tanto risolutiva non è. “In realtà, per calcolare l'importo da pagare devi innanzitutto avere un pc, devi sapere i mq dell'immobile, devi sapere che ci sono le pertinenze, devi saper intrepretare i dati e inserirli nel modo giusto. Insomma alla fine molti saranno costretti a rivolgersi al Comune. Ma il Comune – chiedono da Nome - garantirà una presenza costante per le informazioni e sarà in grado di assistere i cittadini?”. Staremo a vedere. Marco Fuggetta