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Le ricerche del corpo di Moro nel lago della Duchessa tennero il Paese col fiato sospeso

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Monica Puliti
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Quarant'anni - era il 16 marzo 1978 - fa il rapimento e l'uccisione del presidente della Democrazia cristiana, Aldo Moro, e dei cinque uomini uomini della sua scorta. L'Italia sconvolta e ferita al cuore non può dimenticare. In particolare i cittadini di Borgorose e Corvaro, quando la frazione venne invasa da giornalisti di tutto il mondo e dalle forze dell'ordine, dopo il comunicato n. 7 (un comunicato poi definito di depistaggio) firmato dalle Brigate Rosse che avvertiva telefonicamente la redazione de Il Messaggero di ricercare il corpo dello statista nelle acque del lago della Duchessa, a 1.800 metri di altitudine. Il falso comunicato riportava: "Oggi 18 aprile 1978 si conclude il periodo ‘dittatoriale' della Dc che per ben trent'anni ha tristemente dominato con la logica del sopruso. In concomitanza con questa data comunichiamo l'avvenuta esecuzione del presidente della Dc, Aldo Moro, mediante ‘suicidio'. Consentiamo il recupero della salma, fornendo l'esatto luogo ove egli giace. La salma di Moro è immersa nei fondali limacciosi del Lago Duchessa, alt. mt. 1.800 circa, località Cartore (Rieti), zona confinante tra Abruzzo e Lazio".  A Cartore (oggi territorio della Riserva Montagne della Duchessa) viveva Eusebio Di Carlo (nato nel 1916), che fin da subito pensò che la notizia fosse falsa.  Un luogo troppo impervio, tra metri di neve e ghiaccio inviolati. La sua esperienza diceva che non era possibile, non c'erano tracce di passaggi umani, tuttavia, con l'ordine arrivato dall'alto, furono perquisiti i rifugi montani, le case usate solo d'estate, i vigili del fuoco scandagliarono il lago alla ricerca del corpo di Moro, l'ecosistema fu violato e danneggiato con esplosivi. Perché proprio la scelta del lago della Duchessa è ancora oggi un mistero. Il falso messaggio fu rivendicato da più soggetti e verosimilmente realizzato dal falsario d'arte Tony Chichiarelli, legato alla banda della Magliana. Nello stesso giorno fu scoperto il covo brigatista di via Gradoli, 96 a Roma. Il corpo dell'onorevole Moro, come noto, venne fatto ritrovare dalle Brigate Rosse in via Caetani, a Roma, il 9 maggio 1978, dopo 55 giorni di prigionia e al termine di un “processo del popolo”. f.s. e m.p.