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Rieti, al Roma outlet Village di Sant'Oreste in arrivo quattrocento nuove assunzioni

Paolo Giomi
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Ha raccolto un generare e diffuso entusiasmo la notizia, annunciata dal Comune di Sant’Oreste – e riportata ieri dal Corriere di Rieti – dell’imminente avvio del cantiere per la riqualificazione dell’ex Soratte Otulet, che come annunciato negli anni scorsi prenderà il nome di Roma Outlet Village, e potrebbe riaprire i battenti già per la prima metà del 2024. Perché da quanto è potuto trapelare dalla documentazione presentata in Comune dalla nuova proprietà, quella Arcus Immobiliare guidata dal gruppo imprenditoriale di Antonio Percassi, patron dell’Atalanta Calcio, per il maxi-piano di riqualificazione sarà necessario almeno un anno dall’avvio del cantiere.
E a vedere quella scheda tecnica diffusa nei mesi scorsi, e che sarà parte integrante della presentazione ufficiale del nuovo progetto che avverrà nei prossimi giorni in Francia, a Cannes, in occasione di una delle più grandi fiere mondiali del settore, il progetto di riqualificazione dell’ex Soratte Outlet appare davvero ambizioso.

 

E dona non poca speranza per una prospettiva, quella occupazionale, in grado di risollevare un intero quadrante, quello della cerniera di confine tra le province di Roma e Rieti, sul versante tiberino della Bassa Sabina. Ai tempi del suo “massimo splendore”, infatti, l’ex outlet all’aperto impiegava, tra dipendenti diretti e indotto, circa 400 persone, la maggior parte delle quali proveniente proprio da quel bacino territoriale. E nelle premesse del nuovo Outlet pare proprio che l’obiettivo sia quello almeno di raggiungere quelle cifre. Lo dicono le proiezioni, con un piano che punta alla realizzazione di circa 130-140 negozi e punti vendita vari, tra prima e seconda fase di sviluppo del progetto, nell’ottica di raccogliere marchi che vanno dal lusso agli accessori, passando per i prodotti per la casa e la persona. Anche la ricettività verrà potenziata: nel piano di rilancio sono previsti circa 2mila e 500 posti auto, e vari servizi accessori, creati anche dalla modernità dei tempi che corrono.

 

Si va dal servizio navette ai cosiddetti “personal shopper”, passando per gli hub destinati agli spedizionieri che stanno prendendo sempre più piedi grazie ai canali di e-commerce come Amazon e similari. A questo, ovviamente, si aggiunge anche la riqualificazione di un complesso immobiliare che, nel corso di anni di inattività, avrà sicuramente risentito degli effetti del tempo. E che pertanto necessità di una riqualificazione strutturale e funzionale, senza però perdere la vocazione di “vecchio outlet” che, verosimilmente, verrà mantenuta.