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Rieti, in tre anni l'agricoltura perde 526 posti di lavoro

Marco Staffiero
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Anni difficili per l’economia, messa a dura prova dalla pandemia prima e della guerra in Ucraina adesso. Diversi settori sono stati bersagliati da numerose perdite di posti di lavoro, tra questi senza dubbio c’è il mondo agricolo. Facendo un rapido confronto con i dati dell’Inps dal 2019 ad oggi la provincia di Rieti è perso in soli tre anni 526 operai. Si è passati dai 2229 addetti all’agricoltura ai 1703 di oggi. Dati significativi, che mettono seriamente in allarme il mondo agricolo nel Reatino. Secondo il presidente della Coldiretti Rieti di fronte alla crisi è necessaria la proroga dell’esenzione Irpef dei redditi agrari e dominicali, dell’esonero previdenziale per i giovani imprenditori agricoli e delle misure contro il caro energia e carburanti, ma anche la conferma per il 2023 della determinazione delle percentuali di compensazioni Iva  per le cessioni di animali vivi della specie bovina e suina nella misura del 9,5%. “E’ fondamentale – ha affermato il presidente della Coldiretti Rieti, Alan Risolo - estendere al 31 dicembre 2023 il termine per usufruire del credito di imposta 4.0 e contestualmente scongiurare la riduzione della percentuale del 40% per il 2023, rifinanziare il Fondo per lo sviluppo delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura, costituire un Fondo per l’assistenza alla digitalizzazione e alla formazione delle imprese agricole con un’adeguata dotazione finanziaria e si propone anche una riapertura dei termini che preveda una imposta pari al 3% sulla rivalutazione di terreni e fabbricati aziendali nonché l’affrancamento delle riserve da rivalutazione con un’imposta del 10%. La sovranità alimentare è un obiettivo da raggiungere – ha evidenziato Risolo – con la semplificazione burocratica ma anche prevedendo contratti di lavoro occasionale per consentire ai percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani di essere assunti temporaneamente per le attività stagionali nei campi. Occorre anche ridurre il costo del lavoro in agricoltura per riversare i risparmi ottenuti dai datori di lavoro ai lavoratori agricoli al fine di aumentare il potere di acquisto. In questo contesto è opportuno prevedere anche la totale detassazione e decontribuzione dei premi di produzione erogati ai lavoratori agricoli“.  In riferimento ai contenuti della manovra che prevede l’introduzione dei buoni lavoro a tempo determinato per un importo fino a 10mila euro, il Presidente Risolo ha aggiunto: “L’arrivo dei buoni lavoro è importante nelle campagne dove occorre lavorare con la semplificazione burocratica per salvare i raccolti e garantire nuove opportunità di reddito in un momento particolarmente difficile per il Paese”. “Siamo grati al Governo per aver accolto le nostre sollecitazioni sul problema della manodopera agricola e – ha concluso Risolo - siamo pronti al confronto con le Istituzioni e i sindacati per individuare le formule più adeguate che garantiscano maggiore semplificazione per le imprese e le necessarie tutele per i lavoratori agricoli”.