Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Rieti, finta donazione: sventata truffa a Poggio San Lorenzo

Tania Belli
  • a
  • a
  • a

Un’azione concepita a fin di bene, può tramutarsi nella ragnatela di una truffa?Dalle notizie raccolte in Sabina, a cui fanno eco vicende analoghe in altre parti d’Italia, la risposta è drammaticamente “sì”.  Infatti, a Poggio San Lorenzo, una campagna di raccolta fondi avviata dal giardino faunistico Piano dell’Abatino, unica realtà che, nel Reatino, da anni si occupa del recupero di specie animali tropicali o selvatiche (in molti casi, oggetto di sequestro delle forze dell’ordine), si è tramutata nel suo esatto contrario, vale a dire in un pretesto per sottrarre indebitamente denaro al parco. Il tutto, tramite una dinamica che s’è mostrata essere figlia di una strategia già messa in atto nel pianeta animalista; dunque, stessa trama diabolica, e stessa mano, contro più associazioni. 
In dettaglio, il Giardino Faunistico Piano dell'Abatino, stante “la grande difficoltà per contrastare i continui aumenti di prezzi legati all’attuale contingenza economica”, ha attivato la campagna “Adotta Lucio, la volpe dell'Abatino”, per alimentare il progetto di ristoro di una volpe ospite della struttura, insieme ad altri 350 compagni di viaggio; ciò, mediante la piattaforma Donorbox; ebbene, con grande sorpresa dei diretti interessati, qualche giorno fa, procedente da una certa Kerstin Austerlitz, è giunta una donazione di ben 5.000 euro; tuttavia, la gioia per l’inatteso e consistente contributo è durata poco, in quanto la stessa autrice del presunto atto di magnanimità ha scritto affermando di aver commesso un errore nell'effettuazione del bonifico, aggiungendo uno zero in più, e che, quindi, la sua volontà era di inviare 500 euro e non 5.000, chiedendo la cortesia di riavere indietro la differenza, pari a 4.500 euro; circostanza confermata da un'ulteriore piattaforma di intermediazione, Stripe. Peccato, però, che tutta questa trafila, che pretendeva avere alla base una finalità benefica, invece, fosse un'abile mossa per tendere un tranello, poiché i 5.000 euro donati erano solo virtuali e non reali, cosicché la restituzione dello scarto di 4500 euro sarebbe equivalsa ad un furto; circostanza che è emersa da un sospetto maturato dai titolari del Giardino Faunistico, in contatto con altre associazioni a cui stava accadendo un'identica cosa e che erano cadute nella trappola; pertanto, come ci hanno ulteriormente raccontato dal Giardino Faunistico di Poggio San Lorenzo, “a questo punto abbiamo contattato la banca, abbiamo fatto denuncia alla Polizia e poi svuotato il conto ormai a rischio di essere hackerati e, di conseguenza, svuotato”