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Rieti, dopo 14 anni riapre il sottopasso di via Monte Sant'Ilario allo Scalo

Matteo Torrioli
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Dopo 14 anni riaprirà lunedì 21 novembre, il sottopasso di via Monte Sant’Ilario a Monterotondo Scalo. Si tratta della strada dove, durante un’ondata eccezionale di maltempo, perse la vita la signora Bruna Carrara. Dopo anni di processi e lavori, finalmente il sottopasso tornerà a disposizione della popolazione che, in ogni caso, non potrà mai dimenticare la tragica fine della donna, morta annegata all’interno della sua auto che erea rimasta bloccata nel punto più profondo del sottopasso. La riapertura del sottopasso, diversamente dal passato sarà a senso unico, contribuirà a decongestionare il traffico in entrata verso Monterotondo Scalo, per chi proviene da Roma. Il sottopasso è stato dotato di due nuove pompe di drenaggio, collegate ad un impianto semaforico posto su entrambi i lati e a moderni sensori di emergenza che in caso di aumento del livello dell’acqua, attiveranno la chiusura delle sbarre automatiche e una sirena acustica di allerta. “I lavori di messa in sicurezza, eseguiti in collaborazione con Rete Ferroviaria Italiana, sono stati realizzati grazie ad un importante finanziamento di 158mila euro concesso dall’assessorato ai Lavori pubblici della Regione Lazio – ha dichiarato il sindaco Riccardo Varone - grazie all’impegno dell’assessore Mauro Alessandri che ha consentito, inoltre, il ripristino del nuovo manto stradale, della segnaletica verticale e orizzontale e dell’impianto di illuminazione”. L’opera, in totale, è costata 242mila euro. 158mila, come detto, sono stata finanziati dalla regione Lazio, 34mila dal comune di Monterotondo e 50mila euro arrivano dal fondo speciale art. 7. Solo nel 2018 il Tribunale di Tivoli dispose il dissequestro del sottopasso ferroviario e nonostante tutto ciò, viste le condizioni in cui versava l’infrastruttura, non è ancora stato possibile riaprirlo. Dalla morte di Bruna Carrara, infatti, non erano stati fatti interventi sul sottopasso che quindi era ancora pericoloso ed impossibile da utilizzare. La strada verso l’inizio dei lavori è stata lunga e tortuosa, caratterizzata specialmente dal problema delle competenze tra enti, in particolare tra il Comune di Monterotondo, quello di Roma ed il Consorzio del Tevere e dell’Agro Romano. Dopo la morte di Bruna Carrara, l’allora sindaco di Monterotondo Tonino Lupi sostenne che l’esondazione (che causò la morte della donna) era avvenuta dall’attiguo Fosso del Casale, situato all’interno del Comune di Roma. Il Campidoglio disse invece che la competenza su quella strada era del Consorzio di Bonifica del Tevere e dell’Agro Romano.