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Rieti, don Vito: "Busso alle porte del vostro cuore, vi sento già parte di me"

Paola Corradini
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“Alla Chiesa di Dio che è in Rieti”. Si apre così la lettera inviata da don Vito Piccinonna ai reatini che prosegue: “Vi invio questo messaggio con il cuore colmo di commozione e trepidazione. Solo pochissimi giorni fa ho ricevuto la notizia che il Santo Padre Francesco ha pensato a me come Vescovo per voi. Nessuna parola potrebbe descrivere il profondo senso di smarrimento che mi attraversa per il nuovo ministero a cui sono chiamato; come anche per dover lasciare la Chiesa di Bari-Bitonto nella quale ho vissuto i miei 20 anni di sacerdozio”.
“Ringrazio il Santo Padre per avermi chiamato ad essere umilmente il vostro Pastore - scrive don Vito - e oggi il mio pensiero è a te Popolo santo di Dio che sei in Rieti. Un saluto speciale al caro Vescovo Domenico, con il quale mi lega da anni una bella amicizia, sincera e cordiale. Grazie don Domenico per l’esemplare dedizione che tutti ti riconosciamo e che ti ha reso Pastore amato. Sin d’ora sappi che questa sarà sempre anche casa tua”. E poi scrive e parla di “una Chiesa che ama, che si fa Madre per tutti e che, se torna indietro, è solamente per raggiungere chi fa più fatica e rischia di restare solo”. Un saluto “con deferenza ai Responsabili delle Istituzioni e i sindaci di ciascun Comune di questa amata terra. Sin d’ora assicuro la mia disponibilità, ma tutto si faccia mai dimenticandoci dei più poveri.  Il mio primo pensiero da subito è andato alle tante vittime del terremoto dell’agosto 2016 e alle loro famiglie, ai sopravvissuti e a tutto il territorio gravemente ferito e provato in diverso modo dal sisma. Conosco il coraggio e la speranza che avete testimoniato ed esercitato e dobbiamo continuare nell’impegno in vista di una ricostruzione. Lo dobbiamo alle vittime del terremoto come pure alle nuove e future generazioni”. 
Un saluto speciale “ai giovani della nostra terra, perché nonostante le tante fatiche che questo tempo porta con sé, non rinuncino a vivere la vita da protagonisti: siete dono prezioso”.  E il “desiderio di incontrarvi al più presto e stringere la mano di tutti lontano da formalità e riflettori. Voglio attraversare con voi, mano nella mano, questo tempo e questa vita che siamo chiamati insieme a vivere”. Don Vito ricorda “il pellegrinaggio dell’estate scorsa, nella vostra e nostra amata terra di Rieti. Quanta bellezza e quanto stupore”. E chiude con parole che sanno di semplicità: “Busso umilmente e amichevolmente alle porte del vostro cuore contando sulla vostra accoglienza e sul vostro affetto. Vi sento già parte di me. Sentitemi così anche voi. Voglio essere per ciascuno padre, fratello, amico. I più poveri che ho avuto l’onore di servire e di amare e da cui sono stato immeritatamente amato mi hanno insegnato il gusto dell’essenziale, il desiderio di venir fuori da una vita solitaria e isolata, il dono dell’amicizia e dello scambio, a tutti possibile. Vi voglio bene e vi benedico di cuore, tutti. A presto. Vito, Vostro Vescovo eletto”.