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Rieti, la 14enne aggredita: "Ho avuto paura di morire"

Paola Corradini
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Una casa ordinata e luminosa quella dove vive la 14enne aggredita sabato nei pressi del luna park di fronte al centro commerciale. Sofia è tornata a casa lunedì sera con una prognosi di 20 giorni per ematoma allo sterno e frattura della seconda costola sinistra. Indossa una felpa bianca e dietro al sorriso si legge la paura di quanto accaduto. Le siede accanto la sorella maggiore, che non la lascia un attimo. Arriva anche il sindaco Daniele Sinibaldi che porta alla giovane una pianta con i fiori bianchi. È la 14enne a raccontare quanto accaduto mentre trattiene le lacrime. “Sono circa le 18:30 quando ricevo una telefonata da una ragazza che conosco di vista e che mi dice ‘Dobbiamo chiarire una cosa, tu hai parlato male di me, ti aspetto al luna park sono da sola’. Volevo capire e così vado all’appuntamento accompagnata da alcuni amici. Arrivata trovo almeno dieci tra ragazzi e ragazze e una mi si avvicina e inizia a spintonarmi e a colpirmi con i pugni mentre gli altri la incitano a continuare. Poi mi sento afferrare per un braccio da uno del gruppo che ha provato a trascinarmi in un luogo buio dietro alle giostre mentre esibiva un coltellino. Ho avuto paura mi uccidesse”. Uno degli amici prende la giovane e la trascina verso il Perseo dove trovano il vigilante che chiama il 112 e il 118 che trasporta la ragazza all’ospedale. Ci vuole coraggio a raccontare quanto accaduto ma Sofia parla.
Anche il sindaco Sinibaldi rimane colpito dal racconto. “È un momento difficile per te - ha detto alla ragazza il sindaco Sinibaldi - ma lo supererai perché sei una ragazza con la testa sulle spalle, brava scuola e soprattutto con una famiglia che la sosterrà sempre. Noi ci saremo come cittadini perché la legalità nasce anche dal coraggio di chi racconta”. Anche Silena D’Angeli, presidente del centro antiviolenza Angelita di Rieti ha condannato fermamente il gesto vile. “Piena e sincera solidarietà alla ragazza di soli 14 anni  aggredita nella giornata di sabato a Rieti, al luna park, zona centro commerciale. Non sono parole di circostanza, ma si tratta di un fatto gravissimo, spia di un allarme che non può lasciare nessuno indifferente.
Episodi del genere continuano a verificarsi con sempre maggiore frequenza in città e nei centri limitrofi, mettendo in evidenza il grande disagio sociale che vivono i ragazzi e, più in generale, le comunità cittadine. quattordici anni dovrebbero essere l'età della spensieratezza, invece dobbiamo ben guardarci dal mandare i figli  in alcune zone della città. Vogliamo maggiore tutela  e chiediamo al sindaco, alle forze dell'ordine ed al prefetto misure di sicurezza all'altezza della situazione. Restiamo a disposizione come centro antiviolenza per tutti coloro che sono vittima di bullismo e violenza di genere nella massima riservatezza e disponibilità che ci contraddistingue”