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Reset, lavoratori senza stipendio e in stato di agitazione

Paola Corradini
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Si avvicina un inverno particolarmente difficile non soltanto per ristoranti e bar, ma anche per i lavoratori delle fabbriche al nucleo industriale di Rieti. Questa volta a proclamare lo stato di agitazione sono i dipendenti della Reset azienda tra le più attive tra quelle presenti . Ad annunciarlo i sindacalisti Vincenzo Tiberti della Fim Cisl Vincenzo Tiberti, Luigi D’Antonio della Fiom Cgil e Federico Ostili per Uilm Uil. In una nota diramata dai sindacati di categoria si legge che nei giorni scorsi si è tenuto, presso la sede di Confindustria Rieti, un incontro tra la direzione aziendale della Reset e le Organizzazioni sindacali territoriali. A richiedere il confronto proprio i sindacati per fare il punto sull’attuale situazione aziendale e soprattutto sulle prospettive future.

 

“Dalla riunione - recita la nota - è emerso chiaramente che sussistono difficoltà dovute in parte anche all'attuale situazione del mercato e nonostante ci siano commesse importanti con impianti da realizzare da qui a fine anno, si registrano grossi problemi per portarle a termine”. Questa situazione porta inevitabilmente gravi difficoltà a lavoratrici e lavoratori che iniziano ad avere problemi legati al ritardo dei pagamenti degli stipendi. Al termine del confronto con i vertici dell’azienda si sono svolte le assemblee con le lavoratrici ed i lavoratori e, sottolineano i sindacati, si è percepito il forte stato di preoccupazione per il loro futuro lavorativo. Alla luce di tale situazione abbiamo deciso di proclamare lo stato di agitazione e di richiedere un incontro a livello Istituzionale per affrontare la crisi che oggi sta vivendo la Reset”.

 

L’azienda opera danni nel territorio reatino con una crescita importante in termini di occupazione soprattutto negli ultimi anni tanto da raggiungere il numero di 70 dipendenti. Opera nel settore delle energie rinnovabili che in questo momento dovrebbe avere grandi prospettive e un ampio mercato per il futuro. “ Per questo motivo, scrivono i sindacati, crediamo sia necessario il sostegno di tutti, compreso quello delle istituzioni per poter salvaguardare l’azienda e soprattutto i lavoratori ad oggi occupati”. “Ci aspettiamo da parte dell’azienda-ha detto il segretario della Fiom Luigi D’Antonio-qualcosa di concreto, altrimenti ci rivedremo a breve con i lavoratori e decideremo le iniziative da intraprendere”.