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Rieti, caro energia. A rischio 1.929 aziende reatine

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Costi energetici e dei materiali altissimi come risultato del doppio shock legato al post Covid e all’invasione russa in Ucraina e margini delle imprese sempre più ridotti. L’elenco delle materie prime che hanno subìto rincari è lunghissimo, c’è poco o nulla che non abbia registrato aumenti spropositati: si va dal +337% dei fertilizzanti al +82% dell’acciaio passando per il +112% del mais (dati ufficio studi di Confartigianato Imprese Rieti), solo per citarne alcuni e per non parlare dei costi energetici.

 

Una situazione che si manifesta drammaticamente nel settore dell’edilizia – e pure in moltissimi altri -, specie in opere di lunga durata i cui contratti sono stati stipulati in epoche in cui i costi erano decisamente più bassi, ad esempio i cantieri del cratere sismico.

 

Nel Reatino sono a rischio chiusura 1.929 imprese di ben 43 comparti produttivi, il 20,9% di quelle operanti nel territorio di tutta la provincia, e 4.422 sono invece i lavoratori complessivi che rischiano di perdere il posto, il 21,4% degli addetti. Percentuali gravissime, che rispecchiano l’andamento delle altre province laziali, eccezion fatta per Roma dove si registrano percentuali più basse: il 16,5% delle imprese e il 15,5% degli addetti.

ARTICOLO COMPLETO SUL CORRIERE DI RIETI DEL 17 SETTEMBRE (Edicola digitale)