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Rieti, produzione olio +20% ma un'azienda su dieci è in perdita

Marco Staffiero
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Nonostante le ondate di calore, che hanno caratterizzato l’estate, con lunghi periodi di siccità e con sporadiche grandinate, le previsioni per la produzione dell’olio sono ottime. Secondo le stime della Coldiretti Rieti sul territorio provinciale si registrerà un 20% in più rispetto allo scorso anno, con una produzione attesa di circa 4.500 tonnellate di olio. Ma, quello che preoccupa i 96 frantoi presenti nel Reatino è l’aumento indescrivibile dei costi, che stanno mettendo seriamente in difficoltà le aziende.

 

 

Secondo la Coldiretti e Unaprol, l’associazione degli olivicoltori, attraverso i dati Crea, con l’esplosione dei costi aumentati in media del 50% nelle aziende olivicole quasi 1 su 10 (9%) lavora in perdita ed è a rischio di chiusura. A pesare, in particolare i rincari diretti e indiretti determinati dall’energia che vanno dal +170% dei concimi al +129% per il gasolio nelle campagne, mentre il vetro costa oltre il 30% in più rispetto allo scorso anno, ma si registra anche un incremento del 35% per le etichette, del 45% per il cartone, del 60% per i barattoli di banda stagnata, fino ad arrivare al 70% per la plastica. Olivicoltori e frantoiani sono costretti a fronteggiare l'incremento dell'elettricità, i cui costi sono quintuplicati. Oltre al caro bollette, la stessa Coldiretti punta l’attenzione sul valore delle nostre olive, dove nei supermercati “è quasi impossibile nella stragrande maggioranza dei casi, leggere le scritte “miscele di oli di oliva comunitari,” “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva.

 

 

La scritta è riportata in caratteri molto piccoli, posti dietro la bottiglia e, in molti casi, in una posizione sull’etichetta che la rende difficilmente visibile tanto che i consumatori dovrebbero fare la spesa con la lente di ingrandimento per poter scegliere consapevolmente”. Per il presidente della Coldiretti Rieti, Alan Risolo “non è più rinviabile un piano strategico nazionale dell’olivicoltura che metta al centro le aziende sul mercato, producono reddito e occupazione, oltre al recupero dei tanti uliveti abbandonati che devono essere rinnovati per ridare ossigeno e speranze ai territori – ha proseguito Risolo -. Dobbiamo proseguire anche a livello internazionale la battaglia per tutelare la qualità del nostro olio extravergine d’oliva, cercando di cambiare anche alcuni parametri che penalizzano i nostri agricoltori già vessati dal cambiamento climatico e dall’aumento sconsiderato dei costi energetici. Il futuro dell’olio italiano passa da questi interventi fondamentali per tutelare un prodotto simbolo del Made in Italy”.