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Rieti, produzione del tabacco nella Piana, perso il 75% del raccolto

Monica Puliti
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La produzione di tabacco Kentucky mette per la prima volta – dall’avvio della sperimentazione nel 2019, cui si è affiancata, due anni dopo, la produzione vera e propria nella Piana Reatina – la retromarcia per colpa del maltempo. La grandinata, in particolare, del 18 luglio ha inferto un duro colpo alle foglie delle piantagioni estese su 4 ettari di terreni, che per diventare sigari di qualità devono essere grandi e integre. 

 


PERSO IL 75% DEL RACCOLTO “Abbiamo perso il 75% del raccolto – dice l’ideatore del progetto e presidente del Cigar Club Rieti, Vincenzo Cardellini – Questo tipo di tabacco deve mantenere il fogliame quanto più integro possibile per realizzare un prodotto di qualità, mentre la grandine lo ha bucato facendone crollare il valore; salveremo tra il 20 e il 25% del raccolto, ma questo non ci ferma nella volontà di guardare avanti e realizzare i progetti in cantiere, primi tra i quali un forno per l’essiccazione e la messa a filiera dei coltivatori”. Il maltempo, che quest’anno ha visto alternarsi lunghi periodi di siccità a violenti fenomeni di pioggia e grandine, sta portando i coltivatori di tabacco reatini a ragionare su come adattare questo tipo di coltivazione, assolutamente innovativa per il nostro territorio, al cambiamento climatico in atto. “Stiamo pensando, nel prossimo futuro, di proteggere i raccolti con teli di iuta – sottolinea Cardellini -, che lasciano filtrare sole e pioggia ma proteggono dalla grandine: è la modalità dei coltivatori di tabacco a Cuba, che stiamo valutando di fare nostra. Dal 2019, quando abbiamo iniziato questa avventura, è il primo anno che la grandine ci rovina il raccolto (che avviene a settembre, ndr)”.

 


ASSICURARE IL RACCOLTO  Trattandosi, come detto, di un tipo di coltivazione innovativa per Rieti, i produttori al momento non hanno ancora trovato un’assicurazione che garantisca il mancato raccolto, un paracadute nel caso di annate da dimenticare come questo 2022. “Al momento il rischio è tutto sulle spalle dei coltivatori – spiega ancora Cardellini - adesso, tramite Coldiretti e Opit-Organizzazione produttori italiani tabacco, stiamo verificando le strade da percorrere per dare la possibilità a tutti di assicurare il raccolto a inizio trapianto, a maggio”.  Sui danni alle coltivazioni reatine interviene il direttore di Coldiretti Roma-Rieti, Giuseppe Casu: “Purtroppo – dichiara -, il tabacco, come tante altre colture, è stato vittima della peggior estate del decennio. Di fronte alla tropicalizzazione del clima, occorre porre in essere diverse azioni come quella di organizzarsi per raccogliere l’acqua nei periodi più piovosi per renderla disponibile in quelli di siccità. Per questo sono necessari interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclo delle acque attraverso opere infrastrutturali, potenziando la rete di invasi sui territori, creando bacini e utilizzando anche le ex cave per raccogliere l’acqua piovana in modo da gestirne l’utilizzo quando serve”.