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Rieti, acqua e crisi idrica. I comuni in sofferenza

Marco Staffiero
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Gli incendi, le alte temperature e l’assenza di piogge stanno compromettendo le riserve d’acqua sotterranee del Centro-Nord Italia. Nonostante la situazione delicata, per il momento nessuna criticità sul tutto il territorio reatino. “Senza dubbio – ha commentato il presidente dell’Aps, Maurizio Turina – la regine Lazio si trova in una grave situazione idrica. Ma per quanto riguarda la provincia di Rieti, le sorgenti stanno tenendo bene. Le nostre risorse stanno aiutando anche gli altri territori vicini, come Roma, Terni e presto anche Viterbo. Fondamentale diventa in questo periodo l’impegno di tutti, dalle istituzione ai cittadini nel rispettare l’utilizzo dell’acqua senza spreco inutile. Tra pochissimo apriremo il campo pozzi di Tarano, per aumentare i flussi idrici e nello stesso tempo stiamo riducendo la percentuale di perdita di acqua. Gli unici comuni della provincia in leggera difficoltà sono Forano, Collevecchio e in parte Leonessa, dove sono previste per il momento delle chiusure programmate dell’acqua durante la notte, per avere la possibilità di far riempire i serbatoi”.

 

Situazione sotto controllo in provincia, ma in altre parti della regione la situazione cambia completamente. Nel Lazio sono scattate turnazioni e riduzioni della pressione, come epicentro. La situazione più grave è nel territorio dei Castelli Romani, dove i due laghi vulcanici, non avendo immissari naturali, dipendono principalmente dagli apporti pluviali, calati di oltre il 75%, è il dato peggiore da inizio secolo. Nei Colli Albani circa 180.000 persone rischiano turnazioni idriche. Per l'acqua potabile al momento le turnazioni riguardano 22 comuni in provincia di Frosinone, mentre altri 18 hanno avuto un abbassamento della pressione interessando complessivamente 21.000 persone. Si prevede che nel Viterbese, prossimamente, saranno 14 comuni e 60.000 abitanti ad avere problemi di approvvigionamento potabile. In linea con questo trend negativo è anche la provincia di Roma, dove attualmente la pressione idrica è stata ridotta nelle condutture di 5 comuni.

 

Continuano a calare vistosamente anche fiumi e bacini laziali, l'Aniene ha portata dimezzata, il Tevere è ai livelli minimi in anni recenti, il Sacco è sempre più a secco. Situazione sotto controllo anche nella restante Latina, dove il razionamento di acqua è scattato il 22 giugno scorso. Senza dubbio, con il passare del tempo la provincia di Rieti non sarà in grado di fornire acqua per un lungo tempo. Il problema automaticamente potrebbe investire il territorio. Una situazione drammatica soprattutto per l’agricoltura e quindi per la produzione di cibo. “La siccità di quest’anno – ha sottolineato Sonia Ricci, presidente di Anbi Lazio - ha caratteri nuovi e di assoluta gravità, perché l’assenza di pioggia e neve sta intaccando anche riserve idriche, destinate prioritariamente all’uso potabile, provocando un deficit, che si protrarrà nel tempo”.