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Aziende a rischio chiusura. Di Venanzio: “Situazione difficile per caro energia e ritorno del Covid”

Monica Puliti
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La crisi politica, il caro energetico, la carenza e l’aumento dei costi delle materie prime, per non parlare del ritorno del Covid. “Mai ricordate tante criticità e di tale portata in tanti anni di attività” dice il presidente di Unindustria Rieti, Alessandro Di Venanzio, a capo della Phoenix Electronic da 35 anni, azienda leader nei cablaggi industriali e da lui stesso fondata. Problemi che hanno portato il presidente di Confindustria Umbria, Vincenzo Briziarelli – e non solo lui -, a lanciare l’allarme sul rischio che molte aziende possano non farcela. 

 


“Finora – sottolinea Di Venanzio – il comparto industriale reatino ha retto bene all’onda d’urto provocata da tante difficoltà venuteci addosso in questi ultimi mesi, e non parlo solo del caro energia. Mi riferisco anche alla mancanza dei materiali, specie nel settore elettronico, il cui costo è aumentato in maniera esponenziale a causa di speculazioni che stanno mettendo in seria difficoltà diversi settori produttivi e che rendono le aziende molto poco competitive; aumenti, inoltre, che intralciano nella possibilità di attenersi a preventivi fatti poco tempo prima considerata la velocità con cui variano i prezzi di listino: il problema non è solo del settore edile, di cui tanto si sta parlando negli ultimi mesi per via del Superbonus 110, ma anche del nostro, dell’industria”.  Nonostante tutto, nei primi sei mesi dell’anno, sottolinea il presidente di Unindustria Rieti, “le cose sono andate bene, ma temiamo una frenata con lo stop di agosto prossimo, nel senso che a settembre potremo fare un nuovo bilancio per capire se l’aumento sconsiderato dei prezzi dei materiali sia frutto di una speculazione o meno”. 

 


E poi c’è la questione gasolio i cui costi pesano e non poco sulle imprese che trasportano le merci attraverso trasportatori e corrieri. Se tutto ciò non bastasse, negli ultimi giorni a rendere ancora più instabile la situazione ci si è messa la crisi politica in corso, che certamente non favorisce la stabilità di cui l’impresa ha bisogno per operare al meglio e prosperare. E ancora, dulcis in fundo, la ripresa dei contagi da Covid con le quarantene tra il personale aziendale (“nella mia ci sono 9 persone positive, che non sono poche” dice ancora Di Venanzio). Finora, come detto, l’industria reatina ha retto bene all’urto e si spera che il trend prosegua anche a settembre prossimo pure se, considerata la situazione, i timori sono sempre dietro l’angolo. Ma si sa che chi fa impresa, specie nel nostro Paese, ha le spalle forti.