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Inaugurata la Imr Industries, tornati al lavoro i primi 20 operai ex Lombardini

Luigi Spaghetti
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Sono tornati al lavoro dopo 7 mesi. I primi 20 (altri 20 sono attualmente a Teramo a seguire corsi di formazione) dei 104 lavoratori che avevano rischiato il licenziamento hanno di nuovo varcato la soglia dello stabilimento che per oltre 47 anni li ha visti indossare la tuta della Lombardini prima, Kholer-Lombardini poi e ora Imr Industries. I lavoratori si sono presentati in perfetto orario al cancello dello stabilimento Imr come fosse il primo giorno di scuola, un po’ emozionati. I primi dieci sono stati impegnati in corsi di riqualificazione perché come hanno detto “prima producevamo motori ed ora interni per macchine di lusso. Ma va bene così, l’importante è lavorare dopo aver rischiato il licenziamento, siamo spaesati ma pronti a metterci in gioco in questa nuova avventura”. 

 


“Un risultato raggiunto anche grazie alla determinazione dei sindacati - spiega Luigi D’Antonio, della Fiom Cgil - che hanno cominciato a trattare con la vecchia proprietà prima della chiusura dello stabilimento e quindi nei mesi successivi per arrivare ad un accordo con i vertici della Imr. Ora il nostro compito sarà quello di continuare a vigiliare affinché si rispetti il piano industriale”. Ieri è stato un giorno di festa. Presenti, tra tanti politici e autorità civili e religiose, anche il sindaco Daniele Sinibaldi, accompagnato dall’assessore allo sviluppo economico Claudia Chiarinelli. 
“Una giornata importante per Rieti, una vittoria per tutti - commenta -. Ci troviamo in uno degli stabilimenti storici della città che ha rappresentato per tanto tempo uno dei fiori all’occhiello della produzione e della capacità industriale del territorio. Abbiamo corso il rischio di perdere questa realtà e di veder morire, anche fisicamente, le strutture, come accaduto in altre situazioni. Oggi, invece, possiamo vivere una storia diversa grazie all’investimento di un gruppo solido e importante come Imr, che ringrazio, e al lavoro sinergico di tutte le istituzioni che hanno lavorato unitamente per conseguire la rindustrializzazione di questo sito produttivo. Un ottimo esempio di collaborazione che ci auguriamo possa rappresentare l’alba di una nuova stagione per tutto il territorio perché non può esserci sviluppo di una comunità se non si tutela la dignità del lavoro”. 

 

 


“Questa riapertura è un’ottima notizia per il futuro della città e un grande obiettivo raggiunto grazie al lavoro istituzionale dei mesi scorsi - sottolinea il presidente della Provincia di Rieti, Mariano Calisse –. Grazie agli investitori che hanno garantito i posti di lavoro di questa realtà industriale, ma soprattutto ai dipendenti che ci hanno creduto e si sono formati per acquisire una nuova professionalità e far ripartire questo sito produttivo”. Infine l’assessore regionale Claudio Di Berardino si sofferma su due aspetti importanti: “il piano industriale nel quale c’è l’impegno dell’azienda alla riassunzione di tutte le maestranze e la rindustrializzazione di questo sito utile non solo per questo impianto ma per tutto il territorio”.