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Parco dello Sport nel degrado ad appena un mese dall'inaugurazione

Marco Staffiero
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Il grado di civiltà di un popolo si vede nel rispetto e nella cura del bene comune. Parole lontane dal contesto in cui viviamo. Non è difficile andare in giro per la città e notare situazioni di abbandono e degrado. A volte la responsabilità cade sulla gestione comunale, ma dall’altra parte dobbiamo ammettere, che basterebbe un buon senso civico da sapere adoperare da parte dei cittadini. La situazione nel Parco dello Sport lungo Velino, in via Theseider, inaugurato poco più di un mese fa, deve far riflettere. Ancora una volta cartacce abbandonate in terra, lungo l’area attrezza per le attività sportive, lattine, contenitori per alimenti, rami secchi e pericolanti. Inoltre, una delle due uniche fontanelle lungo tutto il parco non è agibile. Piegata da una parte e con il rubinetto rotto. Con oltre 850 mila euro, i lavori del parco iniziarono alla metà di settembre del 2021 e terminarono proprio ad una settimana dalle passate elezioni del 12 giugno. Gli attrezzi “ancora”, sono tutti funzionanti, ma la cura e la manutenzione è assente e qualche cittadino presente non le manda a dire.

 

 

“Vede – commenta, con sarcasmo una signora, che viene ad allenarsi nel parco, Emanuela Passerelli – hanno inserito anche un’altra attività: il salto del rifiuto. C’è poco da scherzare, è una vergogna, che un parco così bello ed attrezzato incominci ad essere subito abbandonato. Si inizia, con le carte a terra, per poi passare alle panchine rotte e agli attrezzi manomessi”. Dello stesso parere un altro ragazzo, Simone Mandrelli. “Certamente – ha commentato – queste cartacce e varia sporcizia nel Parco non stanno qui da un giorno. La responsabilità cade sulle istituzioni, che dovrebbero garantire una adeguata cura dell’area, ma dall’altra parte la maleducazione di molti cittadini è imbarazzante. Dovrebbero esserci più controlli e punire con delle vere e serie sanzioni chi sporca la città”. Anche un altro ragazzo, Pierpaolo Simonelli ha ribadito l’importanza delle sanzioni per chi non cura il bene pubblico.

 

 

“Continuano – ha sottolineato – a mettere telecamere in ogni angolo della città, ma è possibile che queste videocamere non riprendano mai chi veramente commette delle azioni perseguibili?. Vengo ad allenarmi tre volte alla settimana e spesso per non fissare la sporcizia in terra, durante gli esercizi, mi viene spontaneo chiudere gli occhi”. Mentre, per Martina De Vigon, un’altra ragazza, abituale frequentatrice del Parco “non serve nessuna altra telecamera di controllo, ma una sana educazione civica, che deve iniziare dalla famiglia e dalla scuola. E’ una questione di rispetto per l’altro, per l’intera collettività. Infine – ha concluso – con le temperature così elevate la rimanenza di alimenti all’interno dei contenitori abbandonati, provoca la formazione di cattivi odori, difficilmente sopportabili”.