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Maltrattamenti, la figlia della vittima ritratta durante il processo e viene assolto

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L’incubo di finire in carcere nonostante si professasse innocente. Una vicenda giudiziaria andata avanti per anni ma che, fortunatamente per lui, si è conclusa positivamente. Un uomo di 43 anni di origine peruviana ma residente da tempo a Fonte Nuova, era stato infatti accusato di maltrattamenti in famiglia ma, a quanto pare, le accuse dell’ex compagna non erano vere e per questo motivo è stato assolto. Decisiva la testimonianza della figlia dell’ex compagna che, dopo aver assecondato la testimonianza della mamma in un primo momento, in aula ha clamorosamente ritrattato.

 

 

Per l’uomo la Procura aveva chiesto 9 anni di carcere. A far scattare la denuncia era stata proprio l’ex compagna che lo accusava di essere “un uomo particolarmente violento e di indole malvagia, avvezzo ad alzare le mani”. Accuse pesantissime quelle raccolte dai carabinieri della Compagnia di Monterotondo che hanno portato alla denuncia del 43enne. Ma, come detto, durante il processo è emersa una verità ben diversa da quella raccontata dalla presunta vittima. Così il Tribunale di Tivoli (foto) ha assolto l’uomo “perché il fatto non sussiste” un peruviano di 43 anni dall’accusa di maltrattamenti in famiglia. Secondo l’ipotesi accusatoria, il 43enne tra il mese di agosto e settembre del 2020 avrebbe “infierito più volte sulla sua convivente”, una connazionale di 37 anni insieme alla quale abitava nel Comune di Fonte Nuova.

 


Stando alla ricostruzione degli inquirenti, i maltrattamenti sarebbero avvenuti anche davanti alla figlia minore della donna che aveva confermato gli episodi, per questo i magistrati della Procura di Tivoli avevano richiesto una condanna a nove anni di reclusione nei confronti dell’imputato sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento. Ma il colpo di scena è arrivato proprio durante il processo. Infatti è stata proprio la figlia della presunta vittima a ritrattare quanto raccontato due anni fa in prima battuta davanti agli investigatori e cioè le accuse nei confronti del patrigno. Una circostanza che ha portato il Collegio presieduto da Cristina Mazzuoccolo ad accogliere la tesi della difesa decidendo per l’assoluzione. Il Tribunale ha anche disposto l’immediata revoca della misura cautelare.