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Rieti, trasporto pubblico. Tornano i controllori sui bus Asm

Monica Puliti
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“La criticità c’è, ed è nostra come di tutto il sistema del trasporto pubblico, ma ci stiamo mettendo le mani”. Così il presidente di Asm Rieti, Vincenzo Regnini, alla questione sollevata dal passeggero che in una nota inviata alla redazione del Corriere si definisce “uno dei rarissimi viaggiatori paganti sui mezzi Asm”.

 

“I bus – scrive – in alcuni orari sono spesso pieni, specialmente verso le frazioni, ma non vedo mai nessuno timbrare il biglietto, al punto che la maggior parte delle macchinette obliteratrici non funziona e neppure si preoccupano di ripararle, tanto non le cerca nessuno. Mi chiedo se l’Asm sia un’azienda di trasporti che, per dirla come l’ex sindaco, dovrebbe essere il fiore all’occhiello della città, oppure una onlus di beneficenza. Per quale motivo – domanda ancora il passeggero – non si fanno controlli e, perciò, multe agli evasori? Le entrate sono così indigeste ad Asm? E non dicano che la causa è il Covid perché tutte le altre aziende di trasporto fanno controlli regolarmente”.

 

E invece, a sentire il presidente Regnini, la causa è proprio nella normativa che almeno fino a due mesi fa impediva di eseguire controlli a bordo dei mezzi per via della pandemia. “Nel periodo delle misure restrittive – sottolinea – la bigliettazione si è quasi azzerata: adesso abbiamo ripreso con gli accertamenti”. Che vengono svolti da 4 controllori in vista dell’obiettivo, fissato dalla normativa e perciò dell’Asm come di tutte le altre aziende del trasporto pubblico locale, di coprire i costi del servizio per il 35% dalla vendita dei biglietti, percentuale che si attesta invece intorno al 10; il servizio viene garantito dalle risorse, poco sotto i 3 milioni di euro l’anno, trasferite dalla Regione al Comune di Rieti e poi all’Azienda servizi municipali. Nell’agosto dell’anno scorso, Regnini disse che dei 2 milioni di passeggeri trasportati in un anno dai pullman dell’Asm, il 35% girava gratuitamente, senza possedere un titolo di viaggio, circostanza che si è tradotta in 50 mila euro l’anno di mancati incassi per un’azienda che coi proventi della vendita dei biglietti del trasporto locale introita 150 mila euro l’anno. Numeri, disse ancora il presidente dell’azienda, “che si riferiscono all’era pre-Covid” e che durante la pandemia sono peggiorati ulteriormente; nei 150 mila euro non è compresa la bigliettazione legata agli abbonamenti, la maggior parte dei quali sono scolastici e su cui, sottolinea Regnini, “non esiste evasione”. L’Asm ha un parco mezzi di 32 bus circolanti, organizzati in 35 linee per complessive 347 corse giornaliere nell’arco orario dalle 4,30 alle 23.