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Rieti, giunta Sinibaldi. L'opposizione contro Letizia Rosati. Petrangeli: "Rovocare la nomina"

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L’opposizione a testa bassa contro l’assessore alla Cultura, Letizia Rosati. Come era prevedile, la decisione del sindaco Daniele Sinibaldi di affidare deleghe di “confine” e “sensibili” come Cultura, Scuola e Università alla Rosati, ha scatenato una serie di polemiche. Mercoledì si erano mossi il portavoce del partito gay, Fabrizio Marrazzo e il referente reatino Domenico Di Cesare che avevano chiesto le dimissioni del neo assessore.

 

 

Nella tarda serata è arrivata poi la dura presa posizione del Pd locale: “Affidare deleghe così rilevanti e determinanti per il futuro della nostra città ad una donna che non prova il minimo imbarazzo a manifestare le proprie credenze legate a ideologie di un secolo fa è un chiaro segnale di chiusura e di incapacità di aprirsi al mondo in un momento in cui sarebbe più opportuno”. E poi le dichiarazioni della lista civica Rieti Città Futura. “Ci mancava anche la nomina alla scuola e all’università di chi, già da consigliera, dichiarò, durante il dibattito sull’assegnazione del Lazio Pride che l’omosessualità era lo sdoganamento della pedofilia. Nonostante non sia stata nemmeno eletta consigliera comunale, la professoressa, ebbene sì, parliamo di un’educatrice, Letizia Rosati, ha ricevuto, dal neosindaco Daniele Sinibaldi, la delega alla cultura, alla scuola e all’università, mentre, il buon senso avrebbe voluto che, visto il risultato elettorale personale, rimanesse fuori dall’assise comunale. Evidentemente, il tenore che anima questa nuova amministrazione, è in perfetta armonia con ciò che pensa e scrive la neoassessora”.

 

Ieri infine è arrivato l’affondo di Simone Petrangeli. “Faccio mie le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della Giornata internazionale contro l'omofobia: ‘occorre educare a una cultura della non discriminazione, per costruire una comunità che metta al bando ogni forma di prevaricazione radicata nel rifiuto delle differenze. Il rispetto dei diritti di ogni persona, l'uguaglianza fra tutti i cittadini sancita dalla nostra Costituzione e dagli ordinamenti internazionali non sono derogabili’. Per questo motivo ritengo incompatibile con le istituzioni democratiche e con la nostra Costituzione la nomina in un organo esecutivo di chi fa dell'omofobia e della discriminazione un tratto distintivo della sua cultura e della sua azione politico-amministrativa- conclude Petrangeli -. Mi associo a chi, in queste ore, sta chiedendo la revoca della nomina assessorile o le immediate dimissioni”.