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Caro benzina, sempre a rischio il servizio emergenza 118 nel Reatino

Monica Puliti
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A distanza di tre mesi dalla richiesta alla Asl reatina di adeguare le tariffe al caro carburante, nessuna risposta è giunta dall’azienda di via del Terminillo a chi gestisce buona parte del servizio di emergenza 118. Era marzo quando si levò il grido di allarme del presidente della Croce bianca di Rieti, dottor Giuseppe Bollanti -associazione che solo a Rieti conta 50 operatori che svolgono il servizio per conto della Asl -, insieme a quello lanciato dal presidente Anas Sanità, Flavio Ronzi, sull’aumento generalizzato dei costi in ambito sanitario. Le misure varate dal Governo, proprio a marzo scorso, con il taglio di 25 centesimi al litro sul costo dei carburanti, sono state giudicate un palliativo che non ha minimamente risolto i problemi di associazioni, cooperative sociali e fondazioni che, insieme, gestiscono l’85% del servizio di emergenza 118. Dopo un periodo di stasi dei costi del carburante infatti, nelle ultime settimane è ripresa la corsa al rialzo, che ha e continua a generare problemi a chi opera in questo ambito.

 

 

“La situazione, se vogliamo, è anche peggiorata – dice Bollanti – con costi dei servizi sempre più alti e un prezzo del carburante stabilizzato al rialzo”. Le richieste indirizzate alle Aziende sanitarie locali? “La Asl di Latina – sottolinea – ci ha risposto che si tratta ‘di una normale fluttuazione del mercato’, mente attendiamo quella della Asl reatina. Eppure, come detto dal Governo e dall’Anac, occorre intervenire per aiutare le aziende a far fronte agli aumenti”. Solo per ricordare qualche dato: dall’inizio del 2020, con la pandemia, è stato un crescendo delle tariffe per la sanificazione, i presìdi sanitari (“le tute che prima costavano massimo 2 euro sono arrivate a 12 e ora un po’ di meno, ma a 2 non si tornerà più”) e lo smaltimento dei rifiuti.

 

 

Ronzi, presidente di Anas Sanità, fornì alcuni numeri: “Da un nostro studio – disse allora – gli aumenti sono impressionanti e non riguardano solo il 51% del gasolio nell’ultimo anno; è allarmante il 45% dei costi per le nuove procedure di sanificazione Covid, il 70% per le forniture di materiali, guanti e tute fino ad arrivare, addirittura, allo smaltimento dei rifiuti speciali, che registra un +75%”. Tre mesi fa si parlò della possibilità di bloccare il servizio che, però, considerata l’importanza che riveste, ha continuato ad essere garantito tra le mille difficoltà nelle quali si dibattono quotidianamente gli operatori in uno slalom tra aumenti di servizi e materiali di cui spesso si fa fatica a comprendere le ragioni.