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Sabina in fiamme, paura e danni. Minacciate abitazioni e la stazione ferroviaria

Paolo Giomi
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La colonna di fiamme e fumo che divora Monte Lago è visibile da decine di chilometri, da Roma alle zone più interne della Sabina, Collevecchio, Magliano, Tarano. Distanze che danno la portata dell’incendio che nelle ultime 24 ore ha divorato la zona montuosa al confine tra i Comuni di Nerola e Montorio Romano, riducendo in cenere decine e decine di ettari di vegetazione boscosa. E nella notte tra lunedì e ieri minacciando seriamente le abitazioni di prossimità, tanto da richiedere un intervento incessante e straordinario di numerose squadre di vigili del fuoco e Protezione Civile, queste ultime provenienti anche da Umbria, Lazio e Campania per impedire che la striscia infuocata raggiungesse persone, animali e case.

 

 

Dal Centro Operativo Comunale del Comune di Nerola si osserva l’evolversi della situazione senza sosta, e non trascurando l’ipotesi di evacuazione scongiurata solo grazie alla tempestività degli interventi di contenimento a valle. Ma è verso l’alto che l’incendio, in un attimo, diventa indomabile, complici anche le temperature elevate e la scarsezza di mezzi aerei: quelli disponibili sono impegnati nelle altre emergenze, da Roma al litorale, e giungeranno in terra Sabina solo nella mattinata di ieri. Quando il fuoco, ormai, ha superato i confini comunali, raggiungendo il territorio di Montorio Romano e quello di Montelibretti.

 


Comune, quest’ultimo, dove intorno all’ora di pranzo esplode un altro focolaio, nei pressi della stazione ferroviaria di Pianabella (nella foto) lungo la linea Orte-Roma-Fiumicino. Anche qui si rende necessario un intervento di massima urgenza, per impedire che il fuoco comprometta il circuito elettrico a servizio della linea ferroviaria, e che soprattutto non raggiunga il vicino parcheggio auto, gremito di mezzi di trasporto dei tanti pendolari che ogni giorno si recano a Roma. I due fronti sono tenuti in costante osservazione, 24 ore su 24, in particolare quello di Monte Lago, dove “dall’alto” il sindaco di Montorio Romano, Vincenzo Ponzani, predispone le attività di contenimento delle fiamme, e “dal basso” la vicesindaca Elena Trecciola non abbandona un attimo il timone del Coc: “Siamo dovuti intervenire con la massima urgenza per scongiurare l’evacuazione delle abitazioni più prossime al fronte di fuoco – dice la giovane amministratrice di Nerola -. Il supporto aereo ci ha permesso di contenere l’incendio, che però dati i diversi e molteplici punti di innesco si sta facendo davvero fatica a domare”.