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Peste suina, arrivano gli ispettori europei per confrontare i dati e fare il punto

L.S.
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Le ricerche della task force organizzata dalla Prefettura di Rieti, Asl, Regione Lazio e carabinieri forestali per individuare eventuali nuove carcasse di cinghiali morti e affetti da Psa (Peste suina africana) si dovrebbero concludere tra oggi o al masimo domani. Le squadre sono state impegnate dal 26 maggio nella zona rossa che ha compreso otto Comuni: Borgovelino (dove è stata rinvenuta la carcassa dell’unico esemplare di cinghiale infetto fino ad oggi), Micigliano, Posta, Borbona, Cittaducale, Castel Sant’Angelo, Antrodoco, Petrella Salto e Fiamignano. Un’area di oltre 40 km battuta metro dopo metro dagli operatori ma che, come detto, non ha portato ad altri ritrovamenti di carcasse sospette. Proprio oggi è attesa una delegazione di commissari dell’Unione europea composta da specialisti veterinari per confrontarsi con i colleghi veterinari della Asl di Rieti sui dati raccolti nel monitoraggio della peste suina sul territorio.

 

L’obiettivo è quello di raccogliere dati ed esaminare i report prodotti nelle ultime settimane in particolare sugli esiti degli esami fatti sulla carcassa dell’unico esemplare di cinghiale infetto ritrovato in provincia. Un caso rimasto fortunatamente isolato ma che non ha evitato che anche una porzione di territorio venisse dichiarata “zona rossa” con tutte le restrizioni del caso e i timori degli allevatori di suini della zona. Ricordiamo che proprio il Reatino vanta oltre 370 aziende specializzate e oltre 5 mila capi tanto da rappresentare la seconda provincia laziale per numero di suini presenti. In queste settimane la Asl reatina si è rivolta alle associazioni venatorie per completare in tempi rapidi la perlustrazione dei territori finiti sotto la lente. Negli ultimi giorni, infatti, sono stati una trentina i cacciatori impegnati a perlustrare gli ultimi chilometri di territorio in modo tale da consegnare ai commissari europei una relazione che possa essere la più esasutiva possibile e soprattutto fornita di dati definitivi.

 


Tutto questo mentre si attende da parte della Regione Lazio la data ufficiale per l’avvio degli abbattimenti selettivi di cinghiali dopo l’approvazione del piano regionale sul quale potrebbe pendere il ricorso da parte dell’Oipa, associazione di protezione animali, che ha annunciato di voler ricorrere al Tar del Lazio contro l’ordinanza regionale. Forse è anche per questo che la data ufficiale tarda ad arrivare per buona pace dei cacciatori di selezione abilitati dall’Atc Rieti 1 in attesa di entrare in azione.