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Troppi animali al pascolo si abbeverano al lago della Duchessa. Ecologisti: "Acqua diventata insalubre"

Marco Staffiero
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La situazione sul lago della Duchessa, chiede un intervento immediato delle istituzioni. Proprio per questo si è svolta alla Pisana una audizione della dodicesima commissione. Il bacino lacustre situato sulle montagne al confine tra Lazio e Abruzzo è compromesso da anni, come è scaturito dall’incontro, dall’elevato numero degli animali che vi pascolano attorno, le cui deiezioni abbassano il livello qualitativo delle acque lacustri e attentano, come sostenuto dalle associazioni a difesa dell’ambiente richiedenti l’audizione, alla biodiversità del lago. Il movimento ecologista EcoItalia Solidale, presente in audizione con due suoi rappresentanti, ha sottolineato come la forte presenza di bovini ed equini nell'area comprometta la conservazione dell'habitat sia a causa del sovrapascolamento che dell’abbeveraggio ma soprattutto per il grande volume di escrementi depositati ai bordi del lago e al suo interno.

 

Situazione testimoniata, alla quale va posto immediato rimedio, secondo l’associazione, facendo rispettare anzitutto le regole ben precise, che esistono, sulla presenza degli animali da allevamento nei paraggi del lago. In mancanza di ciò, il lago è destinato a deperire definitivamente, a detta degli intervenuti. Per la Riserva naturale regionale Montagne della Duchessa, il direttore ha confermato che la situazione è effettivamente quella che è stata esposta, anche se, in una riunione immediatamente successiva all'insediamento della attuale gestione, vi era stato un accordo bonario tra associazioni e allevatori che non si è rivelato sufficiente, stando ai fatti.

 

 

Un investimento di centomila euro della Regione è stato finalizzato a realizzare un abbeveratoio che distolga gli animali dall'acqua del lago. Anche un altro fontanile è in corso di realizzazione dalla parte opposta, ma è stata rallentata da atti vandalici. Secondo l’ Ufficio Tecnico Naturalistico della Riserva naturale, la vocazione del territorio è sempre stata quella del pascolo, ma il problema è che il pascolo è cambiato negli anni, da quello prevalentemente ovino che vi era in precedenza a quello attuale, soprattutto bovino ed equino, che comporta, per la mole degli animali, un maggior dispendio di risorse naturali da un lato e, dall’altro una molto maggiore mole di deiezioni. Mentre, il responsabile delle guardie della Riserva ha chiarito come il lago rappresenti uno dei pochi punti in cui abbeverarsi nel raggio di circa 15 km per alcune centinaia di capi, ragion per cui è plausibile che qualche capo sia sempre presente intorno al lago. Verifiche ulteriori saranno eseguite a fine estate.