Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Cinghiali, ricorso al Tar dell'Oipa contro il piano abbattimento

  • a
  • a
  • a

Con la pubblicazione del Piano per la riduzione del numero dei cinghiali approvato dalla Giunta della Regione Lazio sono iniziati gli abbattimenti secondo un provvedimento voluto, come riportato nel bollettino, “nelle more del parere dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra)” e che prevede, contro le indicazioni ufficiali dell’Ispra stesso per lotta alla peste suina, due tecniche di caccia che faranno finire nel sangue vite animali in piena stagione riproduttiva”. A renderlo noto è l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa), che si riserva di valutare un ricorso al Tar del Lazio. Nel Reatino sono attualmente 13 mila i capi presenti, 4.600 quelli che invece dovranno essere abbattuti e che diventeranno il doppio nei prossimi due anni.

 

 

Secondo l’Organizzazione internazionale protezione animali “le tecniche di “prelievo” previste, che si attueranno anche in aree protette, sono: il tiro selettivo, anche notturno, con carabina e ottica di puntamento; la girata, con l’utilizzo di cane limiere abilitato ed un numero massimo di 15 partecipanti; la cattura con gabbie o recinti di cattura. L’Ispra - continua l’Oipa - nelle sue indicazioni afferma che è importante sospendere qualsiasi tipo di attività venatoria nella zona infetta da Peste suina africana poiché si tratta di “attività che comportano un duplice rischio: la movimentazione di cinghiali potenzialmente infetti sul territorio e la diffusione involontaria del virus attraverso calzature, indumenti, attrezzature e veicoli”. È evidente che un cinghiale malato nel mirino dei cacciatori, che effettueranno battute anche di notte, fuggirà allarmando i suoi simili.

 

 

La conseguenza sarà quella di una maggiore dispersione del virus, osserva l’Oipa. I Piani regionali - continua l’Oipa - sono adottati previo parere dell’Ispra e del Centro di referenza nazionale per la peste suina ma, si legge nel Piano, “l’attuale situazione epidemiologica impone l’immediata adozione di tale Piano, nelle more del parere dell’Ispra e del Cerep” stessi e che “eventuali modifiche tecniche al piano possano essere effettuate con provvedimento dirigenziale, comprese quelle che si dovessero rendere necessarie sulla base del parere di Ispra e Cerep”. L’Oipa, quindi, ribadisce la sua contrarietà “a un provvedimento sanguinario emanato contro il pensiero della scienza, considerato che anche un parere degli esperti dall’Efsa afferma come la caccia non è uno strumento efficace per ridurre le dimensioni della popolazione di cinghiali selvatici”. Intanto veterinari europei sono attesi a Rieti per raccogliere dati sull’unico caso di peste suina rilevato nel Reatino sulla carcassa di un cinghiale.