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Fino a 500 euro di multa a chi viene sorpreso a sprecare acqua potabile

Matteo Torrioli
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Fino a 500 euro di multa per chi verrà sorpreso a sprecare acqua potabile. Il sindaco di Mentana Marco Benedetti ha firmato un’ordinanza con la quale si cerca di far fronte, per quanto possibile, all’emergenza idrica che sta colpendo tutta l’Italia. Il primo cittadino ha voluto fare un giro di vite sui consumi e gli sprechi d’acqua, oggi più che mai elemento prezioso da tutelare. Fino al 30 settembre, quindi, il consumo dell’acqua potabile per uso domestico sarà limitato solo per scopi igienici e per bere. L’innaffiamento dei giardini o di altri spazi ed aree pubbliche sarà strettamente l'imitato all’effettiva necessità di evitare l’essiccamento degli alberi, di fiori e piante.

 

Sarà invece vietato l’impiego di acqua potabile per lavare piazze, cortili, automobili (non ovviamente le attività commerciali autorizzate). Non si potranno annaffiare giardini, prati ed orti ed è vietato anche riempire vasche da giardino e fontane, anche se dotato di impianto di ricircolo dell’acqua. Come detto, sono escluse dai divieti le forniture erogate per scopi particolari, in base a contratti specifici stipulati fra l’utente e l’ente erogatore, compreso ovviamente l’uso dell’acqua da parte dell’ente pubblico per il mantenimento di parchi, fontane e giardini. Chi cercherà di trasgredire potrà incorrere in una multa amministrativa che parte da 25 euro e può arrivare fino a 500. Toccherà alla polizia municipale, si legge sempre nell’ordinanza, controllare che l’ordinanza venga rispettata.

 

Nel documento, il sindaco Benedetti ha voluto poi ricordare che “ad ogni cittadino incombe l’obbligo di prestare la propria opera in occasione del verificarsi di un incendio nelle campagne, nei boschi e nelle zone urbane e periferiche” e che “chiunque avvisti un incendio che interessi o minacci l’incolumità pubblica è tenuto a darne comunicazione immediata” al comune o alle forze dell’ordine. Del resto anche Mentana, così come Monterotondo e altre zone limitrofe, sono state colpite da numerosi incendi. In questo caso l’acqua diventa un bene ancor più prezioso, da conservare e preservare ad ogni costo. Tutto questo proprio mentre il presidente Nicola Zingaretti, ha proclamato lo "stato di calamità naturale" per l'intero territorio della Regione Lazio e fino alla data del 30 novembre a causa della grave crisi idrica determinatasi per l'assenza di precipitazioni meteorologiche e in conseguenza della generalizzata difficoltà di approvvigionamento idrico da parte dei Comuni.