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Rieti, incendio distrugge canile. Morta Lilla la mascotte del rifugio

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Paola Corradini
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“Questo è successo, questo è ciò che resta. Un incendio sicuramente doloso è stato appiccato nei campi”. A scrivere l’inizio di una storia terribile accaduta lunedì è Patrizia De Acutis che da anni si prende cura di gatti e cani. Questi ultimi vengono ospitati e spesso fatti adottare, al canile rifugio Gli Amici di Fiocco. Da ieri il canile e le casette che ospitavano i cani non esistono più, non c’è più nulla, solo cenere e i resti di un luogo costruito con passione e sacrificio. Qualcuno ha dato fuoco alle sterpaglie nel terreno accanto al canile, quasi certamente con l’intento di fare danni. E ciò è accaduto.

 

Inoltre, come raccontano le volontarie, “in prossimità del rifugio, la zona è ventosa e i continui cambi di direzione delle raffiche hanno fatto sì che il fuoco si espandesse rapidamente a macchia di leopardo”. La zona coinvolta è molto vasta ed è miracolosamente incredibile come in molti punti il fuoco si sia fermato proprio sulla recinzione senza entrare. “Dobbiamo ringraziare Carlo Marsan - scrivono - per aver chiamato tempestivamente i vigili del fuoco, Silvia Petrucci per essere corsa sul luogo e aver indirizzato i vigili del fuoco verso il rifugio, ringraziamo i Vigili del Fuoco che si sono dati da fare senza sosta fino a che l'ultima fiammella non si è spenta, i guardiaparco della riserva accorsi in fretta e i carabinieri forestale intervenuti immediatamente che hanno attivato subito tutte le indagini del caso, ringraziamo le guardie zoofile di Fare Ambiente accorse anche loro appena hanno saputo dell'accaduto che hanno ispezionato e notato particolarità poi riportate alle forze dell'ordine”.

 

I volontari e chi si recava spesso al rifugio sono distrutti perché Lilla, amata da tutti, non ce l’ha fatta. È morta bruciata nella sua cuccia. “Un grazie - scrive la De Acutis - a tutte le persone che sono volate al rifugio terrorizzati all'idea di quello che avrebbero potuto trovare e a tutti gli amici che si sono precipitati sul luogo per essere di aiuto nel caso ce ne fosse stato bisogno, anche solo per una bottiglia di acqua fresca o un abbraccio di conforto. Tutto questo purtroppo non ci riporterà Lilla ma confidiamo sul fatto che si faccia luce e giustizia su quanto successo. Lilla lo merita. E anche noi”. E le indagini proseguono da parte dei Carabinieri Forestale e dei vigili del fuoco anche se sembra che l’origine dolosa verrà confermata.